Un’attività rilassante

C’è un gioco che Marcello rispolvera periodicamente da quando aveva due anni.

Da piccolo lo definiva cucinare ora il nome è fare gli esperimenti, in entrambi i casi alla fine c’è sempre da pulire!

Occorrono alcuni ingredienti base:

acqua, spezie scadute, buccia di mandarino, fecola di patate, colori alimentari, farina gialla.

Vanno bene anche sassolini, avanzi di pranzo, scarti di cibo, foglie.

Indispensabili un barattolo di vetro e un cucchiaino.

Si mettono vari ingredienti nel barattolo e si mescola.

Ecco il risultato

Marcello si rilassa molto con questa attività e gli piace osservare come si colora l’acqua a seconda degli ingredienti. È un’attività molto semplice e distensiva!

Buon divertimento a tutti!

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Lego city, costruiamo lo scenario.

Marcello per il suo compleanno ha ricevuto dai suoi amici il play-set Lego City – Avventure all’aria aperta.

Quando ha visto la scatola è stato particolarmente contento perché contiene moltissimi personaggi.

Dopo averli costruiti, mi ha chiesto di giocare con lui.

Beh, diciamolo, io non ho la voglia né la fantasia di fare interagire i personaggi. Per salvarmi dalla situazione ho proposto di allestire una scena dove inserirli, per poi sgattaiolare via allontanarmi discretamente una volta accesa in lui la fiamma del gioco.

Ho usato: forbici, cartoncini colorati, scotch e qualche sassolino.

Ecco il nostro capolavoro

Il mare è verdino dove l’acqua è bassa e blu dove è alta.

Il fatto che avessi finito il cartoncino chiaro non c’entra nulla, l’effetto è voluto, certo.

Il marrone è il terreno dove è piantata la tenda e il giallino è la sabbia.

Ho scattato delle foto di particolari

Per cena ci si cucina un bell’uovo al tegamino sul fornello da campeggio.

Poi tutti a dormire nella tenda.

Bisogna essere in forma per la gita in gommone.

I passatempi non mancano: c’è chi si fa i selfie con il bastone, chi fa foto, chi osserva con il binocolo, chi fa l’arrampicata e chi fa acrobazie con moto da cross.

Bellissima la famiglia con il bebè portato nel marsupio dal papà e la mamma con il biberon.

Insomma, in qualche modo me la sono cavata.

A presto!

Cucù, dove sono le palline?

Stamattina Amelia ha compiuto il solito giro tra gli scaffali dedicati ai suoi giochi, di cui ho parlato qui.

Ultimamente si sta esercitando molto a rimanere in piedi senza appoggio e mi sta più vicina del solito.

Ancora assaggia tutto ciò che le capita a tiro, ma è anche incuriosita da altri tipi di attività.

Come sappiamo, il gioco per i bambini è una questione seria, che serve a svilupparsi e a crescere.

Ultimamente abbiamo provato una versione alternativa del gioco del cucù.

Ho preso tre palline colorate

Le ho mostrato che le nascondevo sotto la copertina e ho aspettato la sua reazione.

Dove sono le palline? Andiamo a cercarle!

Trovate! Dall’espressione soddisfatta sembra fiera di se stessa.

A cosa serve questo gioco?

Nel libro Abbiamo un bambino. Guida per i nuovi genitori di Grazia Honegger Fresco e Tiziana Valpianaia si parla del gioco del nascondersi e riapparire, quindi il nascondersi della mamma dietro un telo o di un oggetto e la loro ricomparsa.

È spiegato:

Questi giochi suscitano e rafforzano la fiducia che il bambino ripone nell’adulto e aiutano il piccolo nell’elaborazione di un primo pensiero astratto: la mamma continua ad esistere anche mentre io non la vedo e poi ritorna… la mamma, quando esce… torna sempre!

Anche se un oggetto non si vede, esso continua ad esistere.

 

Il papà ha trovato un altro giochino divertente.

Oggi hanno giocato a carte

– Amelia, scegli una carta.

E quando lei la prende, il papà esclama: – eeeeh!

Non so quale competenza sviluppi questo gioco sciocchino, ma Amelia si diverte molto!

A presto!

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Nevica! Andiamo a giocare.

Quest’inverno da noi la neve è scesa per ben due volte, per la gioia di Marcello, ma anche per la meraviglia di Amelia, che non l’aveva mai vista.

Oltre alla solita battaglia a palle di neve e all’immancabile pupazzo, questa volta ci siamo messi a colorare.

Verso il tramonto, abbiamo posizionato i nostri colori.

Abbiamo iniziato a colorare la neve

Abbiamo scritto le nostre iniziali

E dopo un’ultima battaglia a palle di neve, a casa ci siamo fatti un bel bagno caldo. Non abbiamo la vasca, ma la doccia è abbastanza ampia per la nostra conca gigante!

Vi saluto e auguro un anno di divertimento a tutti i bimbi!

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Strategie anti-ansia per bambini spaventati

Poco prima dei 5 anni di Marcello abbiamo avuto un periodo molto difficile. Il terremoto ha reso la nostra casa inagibile e di conseguenza abbiamo cambiato abitazione. Sembra che il trasloco sia una tra le cause di stress più grandi per un bambino. Marcello ha risentito molto di tutto questo.

Grazie all’aiuto di una psicologa abbiamo attuato varie strategie per gestire l’ansia che hanno avuto dei riscontri molto positivi.

In questo articolo descrivo qualche strategia che abbiamo adottato gradualmente, inserendone una nuova ogni settimana, sperando che possa essere di aiuto a qualcuno.

La scodella anti-paure

Questo è il nome che Marcello ha voluto assegnare ad una semplice scatola dove abbiamo inserito ciò che lo tranquillizzava quando aveva gli attacchi d’ansia.

All’inizio c’erano pochi oggetti. Nel tempo se ne sono aggiunti altri.

Ogni volta che si presentava un attacco d’ansia invitavo Marcello ad utilizzare questa scodella, in modo da gestirsi in modo autonomo. Credo che questo lo abbia reso più sicuro.

A volte è stato sufficiente mettere la scodella anti-paura in camera per calmarsi.

Prima settimana

Marcello ha scelto di inserire:

– il suo Jutsu. Noi siamo una famiglia di buddisti e a Marcello rilassa molto il suono della nostra preghiera.

Il Jutsu è un oggetto che si tiene tra le dita e si usa per favorire la concentrazione.

Marcello lo ha voluto mettere nella scodella ad indicare la preghiera.

– Una mano artigliata

– Un foglietto con disegnate delle note musicali, per indicare una canzone che mi chiedeva di cantare quando era agitato.

Seconda settimana

Marcello ha imparato a respirare lentamente con la pancia.

Come si fa un respiro profondo?

  • Mettersi in una posizione comoda. Muovere braccia e gambe per sciogliere i muscoli. Chiudere gli occhi.

  • Fare entrare l’aria attraverso il naso e contare fino a tre.

  • Far uscire lentamente l’aria mentre si conta fino a tre.

  • Fare ancora un respiro lento appoggiando la mano sulla pancia e sentendo come si gonfia e si sgonfia.

  • Ripetere alcune volte.

Per indicare il movimento del respiro la psicologa ci ha mostrato la sfera di Hoberman, che si allarga e si restringe.

 

La sfera è stata aggiunta alla scodella.

Quando si presentava un attacco d’ansia invitavo Marcello a prendere la sfera e a respirare profondamente.

Terza settimana

Impariamo ancora a respirare, questa volta con il disegno di una stella. Qui potete scaricare il PDF.

 

 

Con l’indice si segue un lato della stella e contemporaneamente si fa entrare aria. Aspettiamo tre secondi. Continuiamo a percorrere con il dito la stella e buttiamo fuori l’aria. Aspettiamo tre secondi e ricominciamo fino a tracciare tutta la stella.

Abbiamo aggiunto il disegno di una stella alla scodella.

Quarta settimana

Questa strategia l’abbiamo sfruttata spesso. Si tratta di fare delle domande che coinvolgono i sensi, quindi il bambino per rispondere deve necessariamente concentrarsi sul qui e ora e la mente viene distolta da generici pensieri ansiogeni.

Ecco le domande

– dimmi 5 oggetti che stai vedendo

– dimmi 4 cose che stai toccando. Es. se sta nel letto girato di fianco potrebbe toccare il letto con il fianco, il cuscino con la testa, il gomito con la guancia, la caviglia con la gamba.

– dimmi 3 suoni che stai ascoltando

– dimmi 2 odori che senti

– dimmi 1 sapore che senti in bocca

Quinta settimana

Abbiamo aggiunto la pallina antistress. Anche questa pallina è stata usata spesso. Attenzione ad usarla nel letto perché… potrebbe rompersi e non è piacevole ritrovarsi con le lenzuola piene di farina

Come si prepara la pallina antistress

Con una mano si tiene aperto il foro di un palloncino. Con l’altra si riempie di farina aiutandosi con un cucchiaino.

Quando arrivava l’ansia Marcello spesso la prendeva e la maneggiava per scaricarsi.

A questo proposito lui usava anche tantissimo la sabbia cinetica. Ci ha giocato quasi ogni giorno per diversi mesi e la consiglio vivamente anche quando non sussistono condizioni d’ansia perché è un gioco molto rilassante.

Sesta settimana

Grazie ai dialoghi con la psicologa e alle tecniche apprese c’è stato un notevole miglioramento tutto sommato in poco tempo.

Abbiamo continuato a riempire la nostra scodella.

Questa volta abbiamo aggiunto la bottiglia della calma. In realtà non ha avuto molto successo.

Apro una parentesi. La bottiglia della calma non è montessoriana, non si trova in nessun libro della Montessori. Si sa che in rete la definiscono bottiglia della calma montessoriana, ma è un informazione sbagliata che si perpetua di blog in blog. Chiudo la parentesi.

Abbiamo inserito anche le bolle di sapone. Quando si soffiano le bolle è come fare esercizio di respirazione, ma nello stesso tempo si gioca!

Settima settimana

Marcello ha imparato degli esercizi di yoga. In realtà non hanno sortito molto successo. Marcello si è rifiutato di ripeterli a casa e io li ho dimenticati.

Abbiamo imparato però la mossa del taglialegna, che agli occhi di un bambino risulta più stuzzicante.

Mossa del taglialegna

Braccia tese sopra la testa e mani unite sopra la testa, palmo contro palmo.

Con uno scatto veloce piegarsi portando le mani tra i piedi e urlando “Hà!” con l’acca aspirata, come a voler tagliare un ceppo di legno con tutta la forza. Un bello sfogo.

Ottava settimana

Scrivere ogni sera il quaderno della felicità. Cosa ci è capitato di bello oggi? Scrivere e/o inserire foto di momenti belli per capire che nella vita ci sono anche momenti di gioia, non solo la paura.

Noi scrivevamo ogni sera le situazioni belle della giornata in piccoli fogli gialli, il suo colore preferito e poi li mettevamo in una bustina gialla trasparente.

Abbiamo aggiunto alla scodella un mantello da supereroe, perché siamo coraggiosi!

Consigli finali

Ascoltare musica, giocare all’aria aperta, disegnare, fare sport.

Alla fine del percorso Marcello ha ricevuto il diploma di coraggio con due frasi da ricordare.

Spero che questi spunti possano esservi utili. In questo articolo, che avevo scritto tempo fa, trovate ulteriori strategie.

A presto!

Lo scaffale di Amelia: i suoi interessi a 10 mesi

L’ultima volta che ho scritto di Amelia, lei aveva appena tre mesi. Il tempo è trascorso velocemente e nel frattempo ci sono stati grandi cambiamenti.

Adesso Amelia ha uno scaffale dedicato a lei. Ancora non è in grado di utilizzare tutti i suoi giochi per lo scopo per cui sono stati creati, ma ne fa un buon uso alternativo (cioè svuota le ceste).

Reparto musica

In questo reparto ho inserito una cesta con oggetti sonori, tra cui qualche fai-da-te.

L’oggetto che attira di più Amelia è il flauto. Le piace molto perché ha imparato a suonarlo!

Ho inserito solo il pezzo iniziale del flauto, in modo che possa maneggiarlo con le sue manine. Un giorno casualmente ci ha soffiato dentro e ha prodotto il suono. Allora ho pensato di sfruttare il principio per cui il bambino impara per imitazione: mi sono seduta accanto a lei, che aveva in mano il flauto e ho iniziato a soffiare nel vuoto.

Non ci credevo molto, ma sbagliavo. Amelia ha capito subito e ha imitato il mio gesto con il flauto in bocca e da lì in poi ha imparato suonando più volte.

Lista completa degli strumenti musicali di Amelia

  • Bottigliette sonore: sono due bottigliette chiuse molto bene. In una ho messo qualche sassolino e nell’altra dei fagioli secchi. Se vengono messe a disposizione bisogna assicurarsi che il tappo sia ben incollato o chiuso con dello scotch.

  • Sonaglio creato dal fratello, che ha notato che il tappo di un biberon, che ormai non usiamo più, si adatta con precisione al coperchio di un barattolo di miele. Ci ha messo dentro dei fagioli, ed ecco pronto un nuovo strumento musicale.

  • Due sonagli, uno di stoffa e uno di plastica.

  • Il flauto

Reparto foto e varie

Qui ho inserito:

– Cestino con foto

Per preparare questo cestino ho costretto i miei parenti a mandarmi dei selfie, ne ho fatto fare delle stampe 14,5 x 14,5 cm e fatto plastificare con la soft touch in questa copisteria.

Ogni tanto mostro le foto ad Amelia e pronuncio il nome corrispondente. Lei ancora a volte le assaggia, ma inizia a guardarle interessata mentre mi ascolta.

– La logistecca

Era un gioco di Marcello di quando aveva circa due anni. È una sorta di puzzle fatto di dischi impilabili con il controllo dell’errore in quanto il disco sbagliato non si infila. Per ora Amelia lo prende e esamina i dischetti.

– Il gioco del martello

È il classico gioco dove si martellano dei pioli colorati. Al momento non le interessa e l’ho lasciato dietro.

Reparto palline e varie

Qui abbiamo

  • Un altro gioco del martello ma con le palline. Queste ultime piacciono molto ad Amelia. Le prende, le sfuggono, le insegue.

  • Puzzle in legno con orsetto da vestire, ricevuto in regalo da una zia. Ogni giorno svuota la scatolina e si porta in giro qualche pezzo. Oppure rimetto a posto i pezzetti con lei vicina per farle vedere come si fa e lei li tira di nuovo fuori.

  • Un domino di legno di Marcello, meno interessante del puzzle, ma se non trova di meglio Amelia svuota anche la sua scatola.

Reparto libri

In questo scaffale ho messo alcuni libri a disposizione. Ad Amelia piace quando le leggo e qualsiasi libro le va bene, ma ultimamente ho notato una preferenza verso alcuni libri

Questi librotti la attraggono perché sono di dimensioni molto piccole e facili da maneggiare. Il cofanetto contiene sei minilibri cartonati.

  • Il libro tattile Gli animali preistorici

Le interessa toccare con il ditino le pagine che hanno vari elementi tattili

È molto carino e nell’ultima pagina può specchiarsi.

Altri passatempi

Lo scaffale della frutta è il preferito di Amelia, con mandarini, arance e qualche limone profumato. Se mi serve della frutta cerco direttamente sotto al divano che sta lì vicino e qualcosa trovo sempre.

Anche camminare trascinati dalla conca è divertente

Amelia da un po’ ha la smania di strappare.

Come passatempo le metto a disposizione della carta da strappare.

In alternativa le tengo fermo un giochino di stoffa che avevo comprato per Marcello quando era piccolino, dove si attaccano delle figure con il velcro.

Lei non sa attaccarle, ma ha un’espressione molto soddisfatta quando le stacca con tutta la forza.

A modo suo mi aiuta con il bucato

Ultimamente trascura la tavola multiattività costruita con tanto amore dal papà.

Poi le piacciono le passeggiate, stare vicina al fratello o in braccio al papà e fare tanto movimento. Osserva tutto e studia il mondo. Sta crescendo molto in fretta!

A presto!


La sopraffusione e l’esperimento del ghiaccio che si forma in un secondo.

L’acqua sopraffusa (supercooler water) è il fenomeno per cui l’acqua rimane liquida sotto la temperatura di 0ºC.

Avrei voluto conoscere questo fenomeno nel periodo Frozen di Marcello, qualche anno fa, perché ci ha fornito l’occasione di fare un esperimento con il ghiaccio facilissimo da preparare.

L’esperimento

Abbiamo posizionato una bottiglietta d’acqua di rubinetto in orizzontale nel congelatore. Non credo che la posizione incidi sul risultato, semplicemente la bottiglia non entrava in verticale nel mio freezer! In questo caso abbiamo riempito la bottiglia per metà. Negli esperimenti successivi abbiamo riempito quasi per intero la bottiglia (lasciando un po’ di margine perché il ghiaccio aumenta il volume dell’acqua) e il risultato è stato più visibile.

Abbiamo aspettato circa 3 ore.

❄️fase delicata❄️

Abbiamo estratto dal frigo la bottiglietta molto lentamente e cercando di evitare movimenti bruschi.

Abbiamo osservato che l’acqua era ancora allo stato liquido.

 

Eppure sotto la temperatura di 0 ºC l’acqua dovrebbe passare dallo stato liquido allo stato solido.

Questo è vero, ma in natura si osserva che se l’acqua è pura e in uno stato di quiete, le molecole non riescono a organizzarsi per formare un cristallo. È un fenomeno che si può verificare con temperature fino ad un massimo di -40 ºC , dopodiché l’acqua necessariamente gela.

A questo punto Marcello ha scosso la bottiglia interrompendo lo stato di quiete dell’acqua.

In un secondo si è formato del ghiaccio!

L’esperimento è riuscito, il ghiaccio si è formato in un secondo, ma non essendo pienamente soddisfatta ho ripetuto l’esperimento. Non l’ho documentato con foto, ma guardando questo video trovato in rete, il risultato che alla fine ho ottenuto risulta più chiaro.

Alla sopraffusione è legato un fenomeno atmosferico chiamato gelicidio.

Questo fenomeno si verifica quando dalle nuvole scende acqua sopraffusa, quindi con temperatura inferiore a 0ºC, ma liquida.

Quando l’acqua tocca il suolo, anch’esso freddo, si cristallizza all’istante formando una lastra liscia, aderente e scivolosa.

 

Quando si forma questa lastra, chiamata non a caso ghiaccio vetrone, bisogna stare molto attenti ad evitare incidenti.

Una curiosità

Il gelicidio può creare problemi agli aerei in volo. Nella meteorologia aeronautica l’icing  in volo nelle nubi (contaminazione da ghiaccio) è considerato un fenomeno pericoloso tra 0ºC e -10ºC, poiché la formazione di ghiaccio vetrone sull’aereo può provocare varie difficoltà, tra cui problemi di visibilità, comunicazioni e potenza dei motori.

Spero che questo esperimento vi sia piaciuto. Alla prossima avventura!

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La settimana del Black Friday 2018 è ancora in corso fino a domenica 25  novembre. Approfittane!

Come intagliare la zucca di Halloween – Tutorial

Sono ormai tre anni che festeggiamo la notte di Halloween preparando la famosa zucca.

La zucca di Halloween, Alias Jack-O’-Lantern, è abbastanza semplice da creare. Ecco il tutorial fotografico.

🎃 Tracciare con un pennarello una linea frastagliata nella parte alta della zucca.

🎃 Procurarsi un minaccioso coltello a punta

🎃 Intagliare la zucca e aprire la calotta, che non andrà buttata.

🎃 Ripulire la zucca dai semi e dai filamenti arancioni.

Eliminate i filamenti, ma non buttate i semi.
Lavati, scolati e fatti asciugare avvolti in una pezza, sono buoni da mangiare!

🎃 A questo punto bisogna aspettare un giorno che la zucca si asciughi.

Se non si fa in tempo per la notte di Halloween si può far essiccare in forno a bassa temperatura. Ma l’esperto (mio marito) assicura che il risultato è molto più bello se asciugata all’aria.

🎃 Disegnare con il pennarello occhi, naso e bocca della zucca

🎃 Iniziare ad intagliare!

🎃 Inserire all’interno una candelina scalda vivande.

La zucca è pronta! 🎃🎃🎃🎃

Buon Halloween!

 

Una palestrina fai da te

Amelia da qualche giorno ha imparato ad alzarsi da sola e cerca sempre un appiglio per sollevarsi. Lo fa continuamente, come se rispondesse ad una spinta interiore.

All’inizio, per assecondarla le mettevo sopra il letto un gradino e per un po’ è stata veramente felicissima di sollevarsi da sola. Dopo un po’ mi sono resa conto che aveva bisogno di provare più altezze e soprattutto di sperimentarsi a terra. Così ho superato le mie ansie, che si sono rivelate immotivate, e le ho preparato una palestrina.

Questa semplicissima palestrina si è rivelata molto utile, perché per un bel po’ Amelia gioca da sola e io sono libera di fare altre cose.

Ho una casa abbastanza piccola, per cui ci dobbiamo adattare. Ecco come ho strutturato la palestrina.

– Il tappeto

Ho messo un tappeto a terra per proteggere Amelia dal freddo ma soprattutto perché i piedini scivolano sul pavimento di marmo. Ho messo ad Amelia i calzini antiscivolo nel caso volesse girovagare per la casa, visto che sta anche imparando a gattonare.

Per quanto riguarda il tappeto consiglio di sceglierne uno a pelo corto e con antiscivolo in modo che aderisca bene a terra. Inoltre è preferibile sceglierne uno monocromo, senza disegni. Questo sarà utile quando si vorranno fare delle attività sopra il tappeto perché il bambino si concentrerà più facilmente e non sarà confuso dalle immagini sottostanti.

Il tappeto che vedete nella foto l’ho acquistato all’ IKEA e ha immagini solo ai lati. Lo trovo perfetto e posso dirlo con cognizione di causa perché prima di questo avevo comprato un tappeto grande, ma plasticoso che non aderiva a terra e su cui non si poteva giocare perché cadeva tutto. Vi prego, non fate il mio errore! Il vecchio tappeto ora giace dietro un mobile in attesa di un’idea per renderlo utile.

Nel tappeto a volte metto un cestino dei tesori. Al momento contiene nastri di cotone, un succhiotto che non ha mai usato, un pupazzetto di stoffa, un anello per la dentizione, il coperchio di un barattolo e poco altro. Tra questi quello che in assoluto gradisce di più è il limone e il tappo di sughero, di quelli grandi da damigiana, che non entrano in bocca.

Cuscini

Amelia si muove e si solleva, ma ancora tentenna e cade. Così ho messo un cuscino per evitarle capocciate!

I pezzi grossi della palestrina sono i rialzi. Ci sono ben tre altezze con cui Amelia può cimentarsi!

Il gradino

Questo gradino è il pezzo più basso. Ad Amelia piace perché oltre a permetterle di sollevarsi, presenta anche dei gommini che solleticano il suo senso del tatto. Inoltre lo usa per produrre dei suoni sbattendoci quello che le capita a tiro. E volendo, capovolto, diventa un cestino dei tesori.

Al momento della foto non avevo ancora messo dei cuscini dietro il gradino, ma oggi Amelia è riuscita a scavalcarlo e ho dovuto provvedere. È incredibile come le abilità dei nostri bimbi progrediscano velocemente!

La scatola dei giochi

Per l’altezza media ho usato la scatola dove tengo i pezzi della pista di legno di Marcello.

Il divano

È il pezzo forte della palestrina. Quello più alto e quello dove si appoggiano oggetti interessanti da studiare/assaggiare.

 

Spero che questo articolo possa esservi utile. Se vi è piaciuto scrivete i vostri commenti qua sotto e fatemi sapere cosa ne pensate. A prestissimo!

 

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Lo spazzolino e l’uso del filo interdentale: passarlo tra i denti è un gioco da bambini

Come far capire ad un bambino l’importanza di tenere i denti puliti?

Nel tempo ho adottato diverse strategie che ho deciso di elencare in questo articolo, sperando che possa essere di aiuto a qualche genitore.

Creare un’abitudine

La routine, questa parola così noiosa solo a scriverla, è tanto amata dai bambini, perché, dicono, dà loro sicurezza.

Anche se non è proprio nella mia indole, cerco di creare almeno poche abitudini buone sperando che rimangano nel tempo.

Con Amelia, che ha otto mesi, sto provando questa strada.

Dopo i pasti la abbraccio e ci mettiamo di fronte allo specchio del bagno, lei con il suo spazzolino, io con il mio. Amelia scruta curiosa i miei movimenti, mi studia e con grande soddisfazione cerca di spazzolare i denti che…non ha! Guai a non darle il suo spazzolino se vede che lavo i miei denti. Ci tiene moltissimo!

Certo, le mie braccia farebbero volentieri a meno di tutto ciò, ma Amelia già riesce a stare in piedi e il tempo scorre incredibilmente veloce. Tra qualche mese potrà finalmente usare la Torre di apprendimento e le cose si semplificheranno (certo, certo, sicuro, sarà tutto più semplice).

– La storiella

Con Marcello ho usato altre strade.

Come al solito ci piazzavamo davanti allo specchio del bagno, lui in piedi sulla sua sedia, io di fianco, ognuno con il suo spazzolino in mano già pronto con il dentifricio.

E iniziava la storia.

Amuchino Spazzolino e Amucone Spazzolone viaggiano in ogni angolo della Terra e del Sistema Solare per pulire laddove sia necessario. Un giorno vanno a spazzolare i massi ghiacciati negli anelli di Saturno, in un altro scendono verso il centro della Terra per pulire il nucleo, naturalmente dopo aver indossato una tuta resistente al calore.

E così via, dagli iceberg del Polo Nord agli scogli del mare di Viserba, dalla camera di un formicaio ai crateri della Luna, ogni volta una destinazione diversa da decidere insieme. Si parte, si arriva e… si spazzolano i denti.

– Il modellino della bocca fai da te

Si tratta di un modello di bocca tridimensionale che avevo creato più che altro per far divertire Marcello. Però ha anche una sua valenza educativa, perché mostra come rimuovere il cibo che rimane incastrato tra i denti utilizzando il filo interdentale.

Per crearlo ho usato:

cartoncino rosso

1 e 1/2 bicchiere d’acqua

2 bicchieri di bicarbonato

1 bicchiere di maizena

Per prima cosa ho creato i denti con la pasta di bicarbonato: basta mettere sul fuoco una padella o un pentolino con 2 bicchieri di bicarbonato, 1 bicchiere di maizena e 1 e 1/2 di acqua e mescolare finché l’impasto non si rapprenda. In 5 minuti è pronto.

Ho aspettato che si raffreddasse.

Ho dato la forma ai denti e ho aspettato un giorno affinché si solidificassero.

Denti di bicarbonato

A questo punto ho appoggiato i denti sopra il cartoncino rosso dando loro una forma arcuata generale e ho disegnato intorno ad essi una bocca.

Ho disegnato i denti superiori, ho ritagliato la bocca e l’ho piegata verso il centro.

Ho incollato i denti con la colla Pritt. Non tiene moltissimo, ma questo modellino non è stato fatto per durare a lungo.

Ho ricreato resti di cibo fra i denti con un po’ di Didò secco giallo.

Infine ho spiegato a Marcello come si usa il filo interdentale e si è divertito a pulire i denti.

– Rimuovere la carie dai denti 2D

 

Per questa attività ho usato:

una testina usata dello spazzolino (va bene anche un cotton fioc)

un foglio A4 con disegnata una grande bocca, come nella foto sotto. Qui potete scaricare il pdf.

 

un colore a spirito

una cartellina di plastica, tipo porta documenti. Quest’ultima non serve se avete la possibilità di plastificare il foglio A4 avendo cura di lasciare 1 cm di margine.

Procedimento

Ho infilato il foglio A4 nella busta di plastica. Non è necessario farlo se lo avete plastificato. Ho disegnato la carie sopra ai denti con il colore a spirito. Finito!

L’ho fatto trovare a Marcello sul tavolo, con lo spazzolino e uno straccetto (vanno bene anche una spugna o della carta da cucina). Marcello si è divertito a spazzolare via la carie. Poi a ricrearla, poi a ri-spazzolarla, poi a pulire e così via.

Questa attività, oltre a permettere di affinare la manualità, può essere un’occasione per parlare di batteri, carie, zuccheri e igiene dei denti.

– App Dentist della Yovo Games

Non ho ancora chiaro a me stessa se ho giocato sporco o se ho messo Marcello di fronte alla realtà dei fatti. Se si rovinano i denti si va dal dentista e quest’app mostra, attraverso dei simpatici animaletti come pazienti, il lavoro del dentista in maniera così esplicita che viene voglia di attivarsi per mantenere i denti sani!

– Lo spazzolino elettrico

Lo spazzolino elettrico è il nostro ultimo acquisto. Ho acquistato un modello compatibile con ricambi di vari personaggi. Marcello lo ha voluto provare subito. E dopo il lavaggio abbiamo giocato al dentista usando lo spazzolino come trapano. Poi al dermatologo dove lo spazzolino serviva ad applicare una crema in viso. Infine all’estetista usando lo spazzolino per pulire sopra le unghie. Diciamo che ha familiarizzato con lo strumento. L’importante è che prenda l’abitudine di usarlo e per ora sta funzionando.

– Siamo fatti così

Tra i video di Esplorando il corpo umano ce n’è uno che parla di bocca e denti e che tocca l’argomento carie, come si forma, il ruolo degli zuccheri e molto altro. Anche se Marcello lo ha snobbato, ho voluto riportarlo in questo post perché molti bambini amano i video della serie Siamo fatti così ed è senz’altro utile per capire l’importanza dell’igiene orale.

– Idee dal Web

Ho cercato tramite Pinterest Activities about teeth e ho trovato delle fantastiche idee. Vi segnalo un link molto carino, dove un mattoncino Mega Block diventa una bocca. Basta inserire tra i denti del Didò e farlo rimuovere al bambino con un filo di lana. Trovate il link diretto qui.

Spero che questo articolo vi sia utile. Buon sorriso splendente a tutti i bimbi!

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