Imparare a leggere giocando

Circa un anno fa Momo aveva sviluppato una passione esplosiva per le lettere e la scrittura. Qui potete trovare alcune delle attività che gli proponevo per aiutarlo ad approfondire il suo interesse. Dopo un po’ l’attrattiva per le lettere è scemata e Momo è passato ad altro (Star Wars, dinosauri, Halloween…)

Questo disinteresse è durato fino all’estate scorsa quando, complice la spiaggia di Viserba, Momo ha iniziato a scrivere nella sabbia le parole che gli chiedevo senza suggerirgli le lettere. Complici anche i bambini più grandi che, vedendoci fare questo gioco, hanno iniziato a scrivere parole corte e a chiedere a Momo cosa avessero scritto. E così Momo sta imparando a leggere.

Qualche giorno fa stavo leggendo nel testo La scoperta del bambino di Maria Montessori, che il bambino legge i suoni che compongono una parola con la stessa lentezza con cui la scrive. Invece egli afferra il senso della parola quando è pronunciata velocemente e con i giusti accenti. E così è nata questa attività:

Ho scritto in alcune etichette nomi di oggetti presenti nella stanza

lettura01

Ho chiesto a Momo di leggere. Prima ho aspettato senza fretta che pronunciasse tutte le singole lettere. Poi gli ho detto: “Più veloce, più veloce!” E man mano che ripeteva più velocemente, si faceva chiara nella sua mente la parola intera e il suo significato.

Una volta capito il senso, Momo doveva attaccare l’etichetta all’oggetto presente nella stanza

Non sembra, ma è un pianeta circondato da meteoriti.
Non sembra, ma è un pianeta circondato da meteoriti

 

tavolo

 

cartavetrata

Questa attività è piaciuta molto a Momo e l’ha voluta ripetere più volte.

 

Imparare a scrivere

Verso i 3 anni e mezzo Momo non faceva altro che chiedermi il nome delle lettere, le vedeva nel cibo e nella forma degli alberi, mi chiedeva di cantargli la canzoncina dell’alfabeto e quella delle vocali ascoltate su youtube. Stava sicuramente esplodendo quello che la Montessori indicava come il periodo sensibile  per l’apprendimento della scrittura. Per me è stato magico vedere il mio bimbo imparare a scrivere con tanta naturalezza. Ecco quali sono state le tappe.

Un’acquisto di successo sono state delle allegre lettere magnetiche, con cui Momo ha inventato tante storielle sulla porta del frigorifero.

LettereMagnetiche

Approfittando di questo periodo, gli ho fatto trovare sul tavolo, con sua grande gioia, queste lettere di legno, in stampatello minuscolo e maiuscolo.

LetterediLegno

Uno dei nostri giochi era disegnare il contorno delle lettere, mentre ne pronunciavo il suono.

Visto che assorbiva le lettere come una spugna,  gli ho proposto anche le lettere in corsivo, questa volta in un libro.

LibroBalthazar

Les lettres à toucher de Balthazar  è un libro in lingua francese che contiene a sinistra delle bellissime immagini e a destra le lettere in rilievo delle iniziali. Si trova anche in stampato maiuscolo, ma ho preferito il corsivo, perché sembra che le linee curve siano più adatte per acquisire manualità nella scrittura. In lingua italiana non si trova, ma con un po’ di fantasia si riesce ad abbinare un nome italiano all’iniziale della lettera. Ho lasciato il libro a disposizione di Momo e spesso l’ho trovato a sfogliarlo e a seguire con le dita la traccia delle lettere.

In seguito ho trovato un app in cui bisogna tracciare lettere e numeri con il dito o con la penna. Momo ci ha giocato molto:

appMontessori

Al computer ha imparato ad accedere al blocco note e ogni tanto ci va a scrivere. In questo modo ha imparato lettere accentate, parentesi, punteggiatura e trattini.

A volte gli chiedo:”Mi aiuti a scrivere la lista della spesa?” oppure “Scriviamo gli ingredienti di questa ricetta” e scriviamo una o due parole al massimo. Io faccio finta di non ricordarmi le lettere delle parole, così lui si sforza di capire cosa deve scrivere.

Quando ci coccoliamo sul letto ci piace fare questo giochino per imparare a riconoscere le lettere all’inizio della parola. Gli chiedo: “Lefante, cosa manca? E, elefante”. Dopo un po’ inizia a fare le domande lui.

Un giorno ho lasciato in giro un blocchetto e un colore. Ero in cucina a lavare i piatti e lo sento borbottare tra sé: “Adesso scrivo il mio nome”. Ecco la sua prima vera parola scritta in totale autonomia.

Marcello

Voglio incorniciarla.