Costruire insieme un libro in divenire

Si tratta di un’attività che ho proposto intorno ai due anni, ma a 4 anni  è ancora molto apprezzata.

Prima di tutto costruiamo il libro:

Sovrapponiamo due fogli A4, pieghiamoli e pinziamoli:

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E poi disegniamo la storia aggiungendo particolari man mano che avanza.

Ecco la nostra:

Ho disegnato Peppa Pig  e dei nuvoloni grigi.

“Inizia a piovere!” E Momo ha aggiunto la pioggia.

“Serve un ombrello!” e ho disegnato l’ombrello.

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“Mamma, Peppa  deve mettere le galosce!”

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“Guarda, c’è una pozzanghera!”

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“Evviva, saltiamo nella pozzanghera!”

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Ed ecco il nostro libriccino scritto a quattro mani!

Si possono creare tante storie quante sono le pagine del libro. Il divertimento è assicurato.

P.S. Iscrivetevi al gruppo  Facebook A che gioco giochiamo e scambiamoci le nostre idee!

A presto

 

La mia prima automobile

La mia prima automobile
di Peter Schössow (Autore), Chiara Belliti (Traduttore), Beisler editore (2013)

Questo libro è indicato per un’età che va dai 5 agli 8 anni, ma viene apprezzato anche a 4 anni. Cercavo un racconto che non fosse troppo breve, da leggere la sera prima della addormentarci. Delle bellissime illustrazioni accompagnano per 36 pagine un racconto accattivante agli occhi di un bambino.

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Un bambino riceve in regalo dal nonno una vecchia automobile a pedali.

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Dopo averla restaurata e dopo aver fatto lezioni di guida parte per l’avventura insieme al fratellino

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Durante il tragitto i due fratellini incontreranno nidi di vespe arrabbiate, pipistrelli, ruscelli da superare.

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I nostri eroi riusciranno a superare tutte le difficoltà, pronti per una nuova avventura.

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Questo libro ha superato con successo il test di mio figlio: la prima sera lo abbiamo letto due volte. Visto che in ogni pagina sono illustrati dei segnali stradali, ne ho approfittato per parlargli dei cartelli che incontriamo nel tragitto per andare a scuola.

Se siete interessati a questo libro, potete trovarlo qui

Giochiamo a cucinare

Cucinare “per finta” è un evergreen da quando mio figlio aveva due anni. Oltre ad essere un gioco divertente, è un ottimo espediente per tenere impegnati i nostri piccoli mentre noi grandi traffichiamo tra i fornelli.

A volte ho allestito  vassoi con vari ingredienti da mescolare:

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Molto più spesso gli ho dato quello che avevo a disposizione mentre cucinavo a fianco a lui:

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Ci sono accessori che non possono mancare:

  • pentola o ciotola
  • cucchiaio o cucchiaino
  • una tazza o piattino dove appoggiare la posata
  • un canovaccio per asciugare
  • una brocca con acqua
  • colori alimentari scaduti

Per gli ingredienti ho usato quello che avevo al momento: le immancabili spezie scadute, sale, qualche erba aromatica che coltivo sul terrazzo, semi di zucca essiccati da Halloween, semi di mela, buccia di mandarini, scarti di cipolla, riso…

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Ho mostrato a Momo come asciugare il bancone se fuoriesce dell’acqua dalla ciotola e a non esagerare con le spezie, affinché imparasse a dosarsi. Anche ora che ha 4 anni ogni tanto mi dice: “Mamma, voglio cucinare”.

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Se anche ai vostri bimbi piace questo gioco, mi piacerebbe sapere nei commenti quali ingredienti usate. Buon divertimento!

 

 

Le paure segrete dei bambini – come capire e aiutare i bambini ansiosi e agitati

di Lawrence J. Cohen; casa editrice Feltrinelli (2015)

Se i vostri figli soffrono di ansia e paure tali da creare stress ed evitamento eccessivi, questo libro fa per voi. Se a vostra volta siete genitori ansiosi, questo libro fa decisamente al caso vostro.

Ma chi è l’autore?

Lawrence J. Cohen è uno psicologo e psicoterapeuta americano, specializzato nella terapia del gioco. Non a caso Il testo è ricco di giochi e attività, casi concreti e strategie per ridurre il livello di stress. Sembra promettente!

In quanto mamma ansiosa di bambino ansioso, ho tratto dal libro degli spunti interessanti.

Diciamo subito che una giusta dose di ansia è salutare. Senza di essa non prenderemmo le precauzioni necessarie soprattutto per quelle situazioni che richiedono attenzione, come dare un esame o fare un tuffo in piscina. D’altra parte un’ansia eccessiva porta ad evitare qualsiasi situazione potenzialmente stressante e a perdere molte occasioni. Pensiamo ad una bambina che ama ballare, ma ha troppa paura del giudizio altrui per frequentare una corso di danza. Noi genitori vogliamo che un po’ su preoccupi del giudizio altrui, ma non troppo da non permetterle di fare ciò che ama.  Come ci dobbiamo comportare in caso di crisi?

Rassicurare un bambino in crisi è difficile. Eppure bisogna superare la tentazione di rassicurare troppo presto. Prima occorre convalidare le sue emozioni: Poniamo il caso di un bambino che non vuole andare ad una festa perché non conosce nessuno. Possiamo convalidare ciò che prova chiedendo con empatia: “Mi stai dicendo che non conosci nessuno e quindi non ti divertirai?”. Solo dopo la convalida, si può aggiungere: “Vuoi sapere cosa ne penso?”. Se la risposta è affermativa si può dire:”Penso che questa ansia ti abbia fatto dimenticare le persone che conosci e che verranno alla festa”. E’ importante creare questo tipo di empatia, evitando assolutamente di liquidare i sentimenti del bambino con un: “E che sarà mai!”. Rassicurate, tenendo in mente la regola dei 15 secondi. Se il bambino non si è rasserenato entro questo lasso di tempo, è inutile proseguire. Stategli vicino e non giudicatelo.

Giochi che promuovono la fiducia in se stessi

E’ importante costruire con i bambini un rapporto tale, per cui il bambino sa che c’è qualcuno che sa come si sente e lo capisce. Ma non è sufficiente. I bambini devono potersi sentire forti e potenti ed essere incoraggiati a correre rischi. Ci sono dei giochi che possono sviluppare la loro fiducia:

La lotta: è un metodo che ha un grande potere terapeutico, tanto che Cohen suggerisce di programmarne 15 minuti al giorno. I bambini piccoli ci spingono e noi cadiamo in modo buffo. I più grandi devono poter usare tutta la loro forza. Ogni round dovrebbe durare intorno ai 30 secondi. Si possono fare voci buffe e proclamare: “Ti sconfiggerò di sicuro”. Per poi lasciare il bambino vincere sempre. Una variante è la lotta con i cuscini.

Disegnare immagini buffe della propria ansia e inventare i superpoteri necessari per distruggerla.

Prendere a bastonate una fila di pupazzetti, fingendo che sono la loro paura. A questo proposito, non preoccupatevi, i vostri bambini non diventeranno dei bulli! Il gioco aggressivo non è violenza, ma gioco. I bambini sanno che gli oggetti sono inanimati e non possono sentire dolore. E’ importante non lanciare il messaggio che l’aggressività non è naturale e va eliminata. Perché? Perché è la nostra benzina quando bisogna combattere contro un’ingiustizia o una minaccia.

Strategie per abbassare il livello di ansia

Uno strumento interessante è il Paur-O-Metro, cioè un termometro che misura la paura con una scala da uno a dieci. Con i bambini più piccoli si possono usare delle faccine. Uno è “Un gioco da ragazzi”, sei è “Sempre più difficile” e 10 è “Fuori controllo”.

Quando un bambino riesce a rispondere, già attiva il cervello e l’ansia tende a scendere, giacché l’ansia, con la sua mancanza di logica, è il “contrario” di un cervello  impegnato con i numeri o con la creatività. Quindi chiedere “Qual è il tuo numero?” è più proficuo di “Come ti senti?”  e dire “Vediamo se riusciamo ad abbassare il numero” non fa sentire i bambini criticati  come quando li sproniamo a calmarsi.

una volta stabilito il numero, si possono applicare diverse strategie a seconda della “temperatura”:

Da otto a dieci: più coccole e meno parole. Poiché spesso l’ansia è paralizzante, si può incoraggiare il bambino a scrollarsi, urlare, saltare, così da liberare in modo sicuro i sentimenti bloccati. Evitate di assillarlo chiedendo: “Qual’è il problema?” e non giudicate mai il suo problema troppo piccolo per una reazione così grande.

Da tre a otto: a questa temperatura si può proporre qualche tecnica di rilassamento, come travasare acqua o sabbia da un contenitore all’altro, contare all’indietro, saltellare sulla punta dei piedi. Sono consigliabili anche delle semplici posizioni yoga per bambini.

Da tre a zero: si può arrivare ad un rilassamento profondo con massaggi, bagno caldo e visualizzazioni guidate.

Superare le paure

Come si superano le paure? Occorre trascorrere un po’ di tempo sul margine, che è il luogo in cui affrontiamo i nostri mostri. Qualcosa ci spaventa, ma noi la facciamo comunque. Quando siamo spaventati abbiamo quattro scelte:

Evitamento: non affrontiamo la paura

Sopraffazione: siamo sopraffatti dalle emozioni

Nocche bianche: affrontiamo la paura, ma siamo tesi

Esposizione: è l’essenza della terapia dell’ansia

“Non devi farlo per forza, se ti spaventa” sostiene l’evitamento. Obbligare i bambini a fare qualcosa che li terrorizza favorisce la sopraffazione. “Fallo e basta, senza tutte queste lagne e piagnistei” promuove le nocche bianche. “Non fare il piagnone” è un modo davvero crudele per umiliare i bambini in stato di sopraffazione.

Allora come comportarci? Occorre una spinta delicata, rimanendo accanto al bambino per il tempo necessario. Pensiamo ad un bambino che ha paura di andare ad una festa. Può aiutare dire: “Ti sento tremare. Lo so che è spaventoso. Ti terrò stretto per tutto il tempo che vorrai e, quando sarai pronto, andremo insieme”. Quando si deve lasciare un bambino all’asilo, si suggerisce di spingerlo delicatamente al contatto oculare, dicendo:”Hai bisogno di vedere che non sono spaventata e io di vedere la tua paura”.

A metà strada tra l’evitare di nascondersi sotto la gonna della mamma ed il panico della sopraffazione, esiste un margine in cui il bambino si sente spaventato e protetto. Qui si verifica la guarigione.

Trasformare i pensieri ansiosi 

Lottare per allontanare i pensieri ansiosi sfinisce i bambini. Meglio accoglierli, per trasformarli. Di seguito riporto alcune idee del libro utili a questo scopo:

Tempo per le preoccupazioni: prima di andare a letto invitate il bambino a pensare per 10 o 15 minuti a tutto ciò che lo preoccupa. Se le preoccupazioni tornano durante la giornata il bambino potrà dirgli: “Il vostro tempo per la preoccupazione è stasera, ora dovete andarvene”

Pupazzi, diari, foglietti, magari a cui dar fuoco, a cui raccontare le proprie paure. In tal modo i bambini le verbalizzano senza l’imbarazzo di raccontarlo ad un adulto.

Provare il successo: immaginare un evento e visualizzare la vittoria, per contrastare l’abitudine di chi tende all’ansia di prefigurarsi gli scenari peggiori.

Le paure segrete dei bambini offre talmente tanti spunti su cui riflettere, che è impossibile riportarli tutti. Una volta letto mi sono accorta che sono riuscita ad interiorizzare dei concetti e proporre soluzioni creative per contrastare le paure di mio figlio. Ad esempio qualche giorno fa camminavamo di fianco ad una strada molto trafficata. “E se passasse una moto?” Mi chiede preoccupato Momo, che si spaventa al rumore del ciclomotore. Subito gli ho consigliato di tapparsi le orecchie, poi mi sono ricordata che i bambini devono sentirsi invincibili e gli ho detto: ” Il rumore delle moto può essere fastidioso e spaventoso, allora sai che facciamo? Gli urliamo addosso ancora più forte!” Il consiglio gli è piaciuto così tanto che non vedeva l’ora che passasse almeno uno scooter. Abbiamo riso tanto mentre lui urlava divertito contro automezzi e non facendo caso al giudizio delle persone, abbiamo trasformato la paura in divertimento.

Se vi interessa leggere questo libro, lo trovate qui Le paure segrete dei bambini. Come capire e aiutare i bambini ansiosi e agitati.

A presto!

 

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Giochiamo a Frozen

Quando Momo ha visto Frozen per la prima volta è rimasto sfolgorato dal personaggio di Kristoff da bambino. Vi ricordate il ritornello?

“Ehi tu! Vieni qui, tira su…
Ehi, tu! Vieni qui, tira su…”

 

Ecco, in quel periodo non facevamo che rivedere il film e riascoltare questa canzone. Allora mi è venuta in mente questa attività. Occorrono

  • un piccolo contenitore
  • martello e scalpello
  • un vassoio di metallo

Io ho utilizzato un contenitore per alimenti quadrato. Basta riempirlo d’acqua e lasciarlo in freezer. Quando si sarà formato il ghiaccio, mettetelo nel vassoio e mostrate come usare martello e scalpello per scalfirlo. Ho messo a disposizione anche degli acquerelli e un pennello per colorare il ghiaccio e vedere come si formano dei rivoli d’acqua colorata.

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 In alternativa, anziché formare il blocco di ghiaccio, ho messo nel lavandino della sua cucina giocattolo dei cubetti di ghiaccio, che Momo si è divertito a colpire con la sua finta sega, proprio come nel film, la cui colonna sonora ha fatto da sfondo a questo gioco per settimane.

Imparare a scrivere

Verso i 3 anni e mezzo Momo non faceva altro che chiedermi il nome delle lettere, le vedeva nel cibo e nella forma degli alberi, mi chiedeva di cantargli la canzoncina dell’alfabeto e quella delle vocali ascoltate su youtube. Stava sicuramente esplodendo quello che la Montessori indicava come il periodo sensibile  per l’apprendimento della scrittura. Per me è stato magico vedere il mio bimbo imparare a scrivere con tanta naturalezza. Ecco quali sono state le tappe.

Un’acquisto di successo sono state delle allegre lettere magnetiche, con cui Momo ha inventato tante storielle sulla porta del frigorifero.

LettereMagnetiche

Approfittando di questo periodo, gli ho fatto trovare sul tavolo, con sua grande gioia, queste lettere di legno, in stampatello minuscolo e maiuscolo.

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Uno dei nostri giochi era disegnare il contorno delle lettere, mentre ne pronunciavo il suono.

Visto che assorbiva le lettere come una spugna,  gli ho proposto anche le lettere in corsivo, questa volta in un libro.

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Les lettres à toucher de Balthazar  è un libro in lingua francese che contiene a sinistra delle bellissime immagini e a destra le lettere in rilievo delle iniziali. Si trova anche in stampato maiuscolo, ma ho preferito il corsivo, perché sembra che le linee curve siano più adatte per acquisire manualità nella scrittura. In lingua italiana non si trova, ma con un po’ di fantasia si riesce ad abbinare un nome italiano all’iniziale della lettera. Ho lasciato il libro a disposizione di Momo e spesso l’ho trovato a sfogliarlo e a seguire con le dita la traccia delle lettere.

In seguito ho trovato un app in cui bisogna tracciare lettere e numeri con il dito o con la penna. Momo ci ha giocato molto:

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Al computer ha imparato ad accedere al blocco note e ogni tanto ci va a scrivere. In questo modo ha imparato lettere accentate, parentesi, punteggiatura e trattini.

A volte gli chiedo:”Mi aiuti a scrivere la lista della spesa?” oppure “Scriviamo gli ingredienti di questa ricetta” e scriviamo una o due parole al massimo. Io faccio finta di non ricordarmi le lettere delle parole, così lui si sforza di capire cosa deve scrivere.

Quando ci coccoliamo sul letto ci piace fare questo giochino per imparare a riconoscere le lettere all’inizio della parola. Gli chiedo: “Lefante, cosa manca? E, elefante”. Dopo un po’ inizia a fare le domande lui.

Un giorno ho lasciato in giro un blocchetto e un colore. Ero in cucina a lavare i piatti e lo sento borbottare tra sé: “Adesso scrivo il mio nome”. Ecco la sua prima vera parola scritta in totale autonomia.

Marcello

Voglio incorniciarla.

Il suono nascosto

Cercavo un’attività musicale da svolgere con Momo e un amico musicista, che lavora molto con i bambini,  mi ha dato questa brillante idea:

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occorre solo un carillon o, se non l’avete, un telefono cordless dotato di tasto cerca telefono, o qualsiasi altra fonte di suono. Ora caricate il carillon (o azionate il cerca telefono) e nascondetelo.

“Dove è nascosto il telefono?”. All’inizio Momo si è divertito un mondo a cercarlo, poi, come spesso accade, i ruoli si sono invertiti.

Con questo gioco i bambini allenano  l’orecchio a capire da dove provengono i suoni.

Il parrucchiere

Momo non gradisce particolarmente andare dal parrucchiere. Si fa tagliare i capelli buono buono, ma non vede l’ora che finisca. Meglio sdrammatizzare con un gioco di ruolo. Fare il parrucchiere è molto divertente, soprattutto se si hanno tutti gli attrezzi del mestiere.

forbici

E così, mentre il papà guarda la tv sul divano, dietro Momo lo pettina e gli taglia i capelli senza problemi, con le forbici per bambini.

Un’ alternativa senz’altro più caotica è creare un bambino con un rotolo di carta igienica e tagliare i capelli fatti di stelle filanti. Occorrono:

  • rotolo di carta igienica
  • rimanenza di stelle filanti
  • colla
  • forbici

Per prima cosa ho chiesto a Momo di disegnare il viso del bambino

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Poi ho incollato qualche “capello” di stella filante che avevo ancora in giro per casa

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E zac! Tagliamo i capelli.

Zac

Ecco il nostro bambino dai capelli corti.

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Sfortunatamente per attaccare i capelli ci vogliono 5 minuti, ma per tagliarli basta un secondo. Quindi alla fine io ne attacco due o tre alla volta e lui taglia e così via.

Questa attività è utile per sviluppare la manualità fine.

 

 

Uno scatolone prezioso

Soprattutto quando i bambini sono molto piccoli, non è necessario spendere un capitale per i loro giochi. Quando Momo aveva 10 mesi ho costruito questo giochino semplice, che lo ha tenuto occupato per parecchio tempo. Occorrente:

  • Uno scatolone di media grandezza
  • Nastro adesivo da imballaggio
  • Giochini da infilare

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Praticare un foro rettangolare. Mettere del nastro adesivo largo colorato intorno al foro per rendere levigati i bordi. Disporre dei giochini da infilare nel foro. Fatto!

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Lo scatolone, con cui Momo ha giocato praticamente ogni giorno,  è rimasto in sala per parecchi mesi, finché non ha subìto un incidente. Mio marito ci è caduto sopra!

L’attività di infilare permette ai bambini di allenare la coordinazione oculo-manuale e la motricità fine.

Spruzzi di colore

Ecco un’attività semplice semplice, ma di successo: gli  SPRUZZI DI COLORE.

Occorrono:

  • Contagocce
  • Tempere
  • Una superficie da imbrattare

Ho usato una vaschetta per il ghiaccio dove mettere le tempere. Basta una piccola quantità. Bisogna aggiungere dell’acqua, poca, in modo da ammorbidire il colore, ma non renderlo troppo liquido. Ho mostrato a Momo come prelevare il colore con il contagocce e come spruzzare.

Il foglio si è riempito di “fuochi d’artificio”

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Alla fine Momo ha preso un pennello e ha sparpagliato tutti i colori. Come è stato soddisfatto del suo risultato!

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Questa attività, oltre che divertente, è anche un esercizio utile per imparare la corretta impugnatura di penne e matite, grazie all’uso del contagocce. Buon divertimento!