Le paure segrete dei bambini – come capire e aiutare i bambini ansiosi e agitati

di Lawrence J. Cohen; casa editrice Feltrinelli (2015)

Se i vostri figli soffrono di ansia e paure tali da creare stress ed evitamento eccessivi, questo libro fa per voi. Se a vostra volta siete genitori ansiosi, questo libro fa decisamente al caso vostro.

Ma chi è l’autore?

Lawrence J. Cohen è uno psicologo e psicoterapeuta americano, specializzato nella terapia del gioco. Non a caso Il testo è ricco di giochi e attività, casi concreti e strategie per ridurre il livello di stress. Sembra promettente!

In quanto mamma ansiosa di bambino ansioso, ho tratto dal libro degli spunti interessanti.

Diciamo subito che una giusta dose di ansia è salutare. Senza di essa non prenderemmo le precauzioni necessarie soprattutto per quelle situazioni che richiedono attenzione, come dare un esame o fare un tuffo in piscina. D’altra parte un’ansia eccessiva porta ad evitare qualsiasi situazione potenzialmente stressante e a perdere molte occasioni. Pensiamo ad una bambina che ama ballare, ma ha troppa paura del giudizio altrui per frequentare una corso di danza. Noi genitori vogliamo che un po’ su preoccupi del giudizio altrui, ma non troppo da non permetterle di fare ciò che ama.  Come ci dobbiamo comportare in caso di crisi?

Rassicurare un bambino in crisi è difficile. Eppure bisogna superare la tentazione di rassicurare troppo presto. Prima occorre convalidare le sue emozioni: Poniamo il caso di un bambino che non vuole andare ad una festa perché non conosce nessuno. Possiamo convalidare ciò che prova chiedendo con empatia: “Mi stai dicendo che non conosci nessuno e quindi non ti divertirai?”. Solo dopo la convalida, si può aggiungere: “Vuoi sapere cosa ne penso?”. Se la risposta è affermativa si può dire:”Penso che questa ansia ti abbia fatto dimenticare le persone che conosci e che verranno alla festa”. E’ importante creare questo tipo di empatia, evitando assolutamente di liquidare i sentimenti del bambino con un: “E che sarà mai!”. Rassicurate, tenendo in mente la regola dei 15 secondi. Se il bambino non si è rasserenato entro questo lasso di tempo, è inutile proseguire. Stategli vicino e non giudicatelo.

Giochi che promuovono la fiducia in se stessi

E’ importante costruire con i bambini un rapporto tale, per cui il bambino sa che c’è qualcuno che sa come si sente e lo capisce. Ma non è sufficiente. I bambini devono potersi sentire forti e potenti ed essere incoraggiati a correre rischi. Ci sono dei giochi che possono sviluppare la loro fiducia:

La lotta: è un metodo che ha un grande potere terapeutico, tanto che Cohen suggerisce di programmarne 15 minuti al giorno. I bambini piccoli ci spingono e noi cadiamo in modo buffo. I più grandi devono poter usare tutta la loro forza. Ogni round dovrebbe durare intorno ai 30 secondi. Si possono fare voci buffe e proclamare: “Ti sconfiggerò di sicuro”. Per poi lasciare il bambino vincere sempre. Una variante è la lotta con i cuscini.

Disegnare immagini buffe della propria ansia e inventare i superpoteri necessari per distruggerla.

Prendere a bastonate una fila di pupazzetti, fingendo che sono la loro paura. A questo proposito, non preoccupatevi, i vostri bambini non diventeranno dei bulli! Il gioco aggressivo non è violenza, ma gioco. I bambini sanno che gli oggetti sono inanimati e non possono sentire dolore. E’ importante non lanciare il messaggio che l’aggressività non è naturale e va eliminata. Perché? Perché è la nostra benzina quando bisogna combattere contro un’ingiustizia o una minaccia.

Strategie per abbassare il livello di ansia

Uno strumento interessante è il Paur-O-Metro, cioè un termometro che misura la paura con una scala da uno a dieci. Con i bambini più piccoli si possono usare delle faccine. Uno è “Un gioco da ragazzi”, sei è “Sempre più difficile” e 10 è “Fuori controllo”.

Quando un bambino riesce a rispondere, già attiva il cervello e l’ansia tende a scendere, giacché l’ansia, con la sua mancanza di logica, è il “contrario” di un cervello  impegnato con i numeri o con la creatività. Quindi chiedere “Qual è il tuo numero?” è più proficuo di “Come ti senti?”  e dire “Vediamo se riusciamo ad abbassare il numero” non fa sentire i bambini criticati  come quando li sproniamo a calmarsi.

una volta stabilito il numero, si possono applicare diverse strategie a seconda della “temperatura”:

Da otto a dieci: più coccole e meno parole. Poiché spesso l’ansia è paralizzante, si può incoraggiare il bambino a scrollarsi, urlare, saltare, così da liberare in modo sicuro i sentimenti bloccati. Evitate di assillarlo chiedendo: “Qual’è il problema?” e non giudicate mai il suo problema troppo piccolo per una reazione così grande.

Da tre a otto: a questa temperatura si può proporre qualche tecnica di rilassamento, come travasare acqua o sabbia da un contenitore all’altro, contare all’indietro, saltellare sulla punta dei piedi. Sono consigliabili anche delle semplici posizioni yoga per bambini.

Da tre a zero: si può arrivare ad un rilassamento profondo con massaggi, bagno caldo e visualizzazioni guidate.

Superare le paure

Come si superano le paure? Occorre trascorrere un po’ di tempo sul margine, che è il luogo in cui affrontiamo i nostri mostri. Qualcosa ci spaventa, ma noi la facciamo comunque. Quando siamo spaventati abbiamo quattro scelte:

Evitamento: non affrontiamo la paura

Sopraffazione: siamo sopraffatti dalle emozioni

Nocche bianche: affrontiamo la paura, ma siamo tesi

Esposizione: è l’essenza della terapia dell’ansia

“Non devi farlo per forza, se ti spaventa” sostiene l’evitamento. Obbligare i bambini a fare qualcosa che li terrorizza favorisce la sopraffazione. “Fallo e basta, senza tutte queste lagne e piagnistei” promuove le nocche bianche. “Non fare il piagnone” è un modo davvero crudele per umiliare i bambini in stato di sopraffazione.

Allora come comportarci? Occorre una spinta delicata, rimanendo accanto al bambino per il tempo necessario. Pensiamo ad un bambino che ha paura di andare ad una festa. Può aiutare dire: “Ti sento tremare. Lo so che è spaventoso. Ti terrò stretto per tutto il tempo che vorrai e, quando sarai pronto, andremo insieme”. Quando si deve lasciare un bambino all’asilo, si suggerisce di spingerlo delicatamente al contatto oculare, dicendo:”Hai bisogno di vedere che non sono spaventata e io di vedere la tua paura”.

A metà strada tra l’evitare di nascondersi sotto la gonna della mamma ed il panico della sopraffazione, esiste un margine in cui il bambino si sente spaventato e protetto. Qui si verifica la guarigione.

Trasformare i pensieri ansiosi 

Lottare per allontanare i pensieri ansiosi sfinisce i bambini. Meglio accoglierli, per trasformarli. Di seguito riporto alcune idee del libro utili a questo scopo:

Tempo per le preoccupazioni: prima di andare a letto invitate il bambino a pensare per 10 o 15 minuti a tutto ciò che lo preoccupa. Se le preoccupazioni tornano durante la giornata il bambino potrà dirgli: “Il vostro tempo per la preoccupazione è stasera, ora dovete andarvene”

Pupazzi, diari, foglietti, magari a cui dar fuoco, a cui raccontare le proprie paure. In tal modo i bambini le verbalizzano senza l’imbarazzo di raccontarlo ad un adulto.

Provare il successo: immaginare un evento e visualizzare la vittoria, per contrastare l’abitudine di chi tende all’ansia di prefigurarsi gli scenari peggiori.

Le paure segrete dei bambini offre talmente tanti spunti su cui riflettere, che è impossibile riportarli tutti. Una volta letto mi sono accorta che sono riuscita ad interiorizzare dei concetti e proporre soluzioni creative per contrastare le paure di mio figlio. Ad esempio qualche giorno fa camminavamo di fianco ad una strada molto trafficata. “E se passasse una moto?” Mi chiede preoccupato Momo, che si spaventa al rumore del ciclomotore. Subito gli ho consigliato di tapparsi le orecchie, poi mi sono ricordata che i bambini devono sentirsi invincibili e gli ho detto: ” Il rumore delle moto può essere fastidioso e spaventoso, allora sai che facciamo? Gli urliamo addosso ancora più forte!” Il consiglio gli è piaciuto così tanto che non vedeva l’ora che passasse almeno uno scooter. Abbiamo riso tanto mentre lui urlava divertito contro automezzi e non facendo caso al giudizio delle persone, abbiamo trasformato la paura in divertimento.

Se vi interessa leggere questo libro, lo trovate qui Le paure segrete dei bambini. Come capire e aiutare i bambini ansiosi e agitati.

A presto!

 

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