CoderDojo, quando la tecnologia ti rende in gamba

Costruire Robot, far suonare la frutta, creare meccanismi e realizzare oggetti, ma soprattutto imparare a programmare. Queste sono alcune delle attività che organizzano in tutto il mondo i club CoderDojo, per la gioia delle bambine e dei bambini dai 7 ai 17 anni.

Tempo fa ho avuto la fortuna di conoscere Danila Leonori, la fondatrice di un club CoderDojo locale e parlando ho scoperto che è un’esperta informatica che spesso organizza  delle attività per i bambini. Così, quando ha invitato Momo a prenderne parte, mossa dalla curiosità, ho partecipato all’evento e sono venuta a conoscenza del fantastico mondo del CoderDojo!

Qui potete leggere la storia del club CoderDojo nato a Tolentino, uno dei Comuni colpito dal sisma nel 2016 e  il contributo che Danila Leonori, insieme ad altri volontari, detti mentor, ha voluto dare  per la rinascita delle zone terremotate.

CoderDojo ci mostra che esistono diversi utilizzi della tecnologia che espandono la creatività e la gioia della condivisione.

Ma partiamo dall’inizio

CoderDojo, cos’è e cosa fa

CoderDojo è un  movimento senza scopo di lucro nato in Irlanda nel 2011, che si sta diffondendo in tutto il mondo. Il suo proposito è quello di insegnare a programmare ai bambini dagli 7 ai 17 anni.

A livello locale è organizzato in club, detti Dojo, gestiti da mentor che si occupano di tutto ciò che riguarda l’organizzazione degli eventi, dalla ricerca della sala alla preparazione delle attività e all’eventuale coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, come ad esempio le scuole.

La partecipazione all’evento è gratuita. Si richiede solo la presenza dei genitori, un computer e il programma Scratch, scaricabile gratuitamente.

CoderDojo ha solo una regola:

“Soprattutto sii in gamba!” , il bullismo, mentire, far perdere tempo e cose così, non è da persone in gamba. 

La condivisione è una parte importante della filosofia dei Dojo. Un motto recita:

Chiedi a tre poi a me (ask three, than me)

che significa che quando un bambino si arena su un problema, prima chiede aiuto prima ad almeno tre compagni, poi se proprio non è arrivato alla soluzione, chiede al Mentor.

Questa filosofia attraversa ogni aspetto del movimento. Le piccole programmatrici e i piccoli programmatori incontrano altre persone con la stessa passione e vengono incentivati a condividere e collaborare, così che programmare diventa un’esperienza socializzante.

Cosa si impara nei laboratori 

Nei vari Dojo italiani le bambine e i bambini hanno preso confidenza con HTML, CSS JavaScript. Inoltre si sono divertiti a sviluppare siti web, apps e piccoli videogiochi con Scratch.

Spesso vengono organizzate anche attività suggestive indirizzate ai bimbi dai 5 anni, come la costruzione di Robot, varie applicazioni di Makey Makey, la creazione di meccanismi con attività di tinkering. 

Qui potete trovare il CoderDojo più vicino a voi. La mappa non è comunque completa, per cui vi consiglio di fare anche una ricerca con il motore di ricerca.

Scratch, Makey Makey e tynkering sono nuove parole entrate nel mio vocabolario grazie a Danila, che come sempre si è resa disponibile a spiegarmene il significato.

Cosè Scratch

Scratch è un linguaggio di programmazione didattico progettato dal MIT (Massachusetts Institute of Technology), che ne ha reso disponibile il download gratuito.

Con Scratch si possono elaborare animazioni,  storie interattive, giochi e tanto altro. Essendo un linguaggio “grafico” si adatta bene all’uso da parte dei bambini.

Come spiega bene il programmatore friulano Gianpiero Riva nel suo articolo:

“Scratch è fondamentalmente un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti. Gli oggetti vengono denominati Sprites e possono raffigurare qualunque cosa venga in mente al programmatore come un gatto, un’auto, una palla. Il comportamento di ogni oggetto (movimento, suoni, … ) viene definito tramite una logica di funzioni che si attivano al verificarsi di determinati eventi ; le funzioni si costruiscono mettendo assieme sequenze di mattoncini colorati che sono in grado di implementare tutte logiche più elementari della programmazione informatica come i cicli, le condizioni, le variabili…”

I bambini imparano così ad usare concetti di calcolo matematico e a ragionare in modo sistematico e i progetti possono essere facilmente condivisi con altri utenti del web.

Lo slogan di Scratch non poteva che essere:

“Immagina, Programma, Condividi”

Lo potete scaricare gratuitamente qui.

Control the world con Makey Makey

Girl geek life descrive Makey Makey come un kit in grado di trasformare tutto in una tastiera del computer.

Nei video qui sotto trovate alcuni esempi delle sbalorditive applicazioni di Makey Makey:

Tinkering per sperimentare la scienza

Tinkering è un approccio alla scienza attraverso attività pratiche di progettazione e costruzione, creazione di meccanismi ed esplorazione. I piccoli inventori utilizzano motori, lampadine led, batterie, materiali da riciclo, rotelle e quant’altro possa servire per i loro progetti.

Nei video qui sotto trovate un esempio di tinkering preso dal web. Con l’uso di bicchieri, colori, motorini, fili elettrici e batterie si possono costruire robot che camminano e colorano!

Dopo questa bellissima esperienza aspettiamo il prossimo evento.

 

 

 

 

 

 

La catapulta fai da te

Finalmente ho dato un senso alle stecche di gelato che avevo messo da parte perché non si sa mai. Quando ho visto l’immagine della catapulta in Pinterest  me ne sono innamorata e sapevo che anche a Momo sarebbe piaciuta! Così L’abbiamo realizzata anche noi.

Occorrente:

  • 9 stecche di gelato. Io le avevo messe da parte ogni volta che Momo mangiava un gelato, ma le potete in qualsiasi supermercato o qui
  • un cucchiaino o misurino. Ho provato entrambe le versioni e  con il misurino in plastica il lancio viene meglio
  • vari elastici per costruire la catapulta e per le successive riparazioni!

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Con l’elastico rosso ho legato insieme 7 stecche ai due estremi. Con l’elastico azzurro ho legato due stecche da una parte sola, stringendo di meno:

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Ho inserito le 7 stecche tra le altre due. Più le stecche saranno verso l’elastico blu, più la spinta della catapulta sarà forte:

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Le ho legate insieme incrociando un elastico:

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Infine ho legato il misurino con più elastici. Ecco la catapulta!

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La catapulta nella foto sotto è la nostra prima versione. Momo si è divertito a bersagliare l’orologio con le palline di Didò

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Qui trovate il tutorial americano da cui ho preso spunto.

Buon divertimento!

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I’esperimento dei vasi comunicanti e il mix di colori

Qualche giorno fa Momo mi ha chiesto: “Mamma, hai un’idea?”. Questo è il suo modo di dirmi che vorrebbe fare un esperimento, uno qualsiasi. Per fortuna ne avevo già in mente uno facilissimo da preparare: i  vasi comunicanti.

Occorrente:

  • 3 barattoli di vetro
  • brocca con acqua
  • due colori alimentari o tempere di colore rosso, blu o giallo.
  • carta assorbente

Ho chiesto a Momo di versare l’acqua della brocca nei barattoli di destra e di sinistra. Poi ho piegato a metà 2 fogli di panno carta e li ho messi come nella foto sotto.

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Poi Momo ha versato della tempera blu e rossa nei barattoli con l’acqua e ha mescolato con un pennello. Inavvertitamente un po’ di blu è andato a finire nel rosso, che si è trasformato in un lilla!

Ora bisogna aspettare, aspettare e ancora aspettare!

Alla fine il risultato sarà questo:

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L’acqua dei barattoli laterali, attraverso la carta assorbente, si è riversata nel barattolo centrale fino a quando non è arrivata allo stesso livello, secondo il principio dei vasi comunicanti: un liquido contenuto in due o più contenitori comunicanti tra loro raggiunge lo stesso livello. Nel nostro caso il livello è stato raggiunto il giorno dopo.

Il colore dell’acqua del barattolo centrale è derivato dal mix di colori blu e lilla.

Esperimento riuscito! A presto!

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Un libro di mostri da inventare e costruire

Come trascorriamo un pomeriggio uggioso di sabato?

Costruiamo mostriciattoli!

Stavo cercando un libro con figure da ritagliare o piegare, quando la commessa mi ha mostrato questo libro.

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Il libro contiene diverse pagine piene di sagome pretagliate di faccia, braccia, mani, gambe, piedi  dei mostri da attaccare con i fermacampioni. Le combinazioni sono infinite.

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Grazie ai fermacampioni tutte le parti dei mostri sono mobili.

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Per realizzare la faccia ci sono occhi mobili adesivi e stickers di occhi, naso e bocca.

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Ecco i nostri mostri!

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Ci sono 5 facce per creare i mostri.  Il retro di ogni parte è di colore diverso. L’unica pecca è che i fermacampioni sono sufficienti per tre mostri. Per gli altri due bisogna acquistarli a parte.

I movimenti per piegare e aprire i fermacampioni e per attaccare e staccare gli stickers aiutano a sviluppare la motricità fine

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E ora tutti a letto!

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Questo libro è piaciuto molto a Momo e ci gioca spesso.

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Imparare a leggere giocando

Circa un anno fa Momo aveva sviluppato una passione esplosiva per le lettere e la scrittura. Qui potete trovare alcune delle attività che gli proponevo per aiutarlo ad approfondire il suo interesse. Dopo un po’ l’attrattiva per le lettere è scemata e Momo è passato ad altro (Star Wars, dinosauri, Halloween…)

Questo disinteresse è durato fino all’estate scorsa quando, complice la spiaggia di Viserba, Momo ha iniziato a scrivere nella sabbia le parole che gli chiedevo senza suggerirgli le lettere. Complici anche i bambini più grandi che, vedendoci fare questo gioco, hanno iniziato a scrivere parole corte e a chiedere a Momo cosa avessero scritto. E così Momo sta imparando a leggere.

Qualche giorno fa stavo leggendo nel testo La scoperta del bambino di Maria Montessori, che il bambino legge i suoni che compongono una parola con la stessa lentezza con cui la scrive. Invece egli afferra il senso della parola quando è pronunciata velocemente e con i giusti accenti. E così è nata questa attività:

Ho scritto in alcune etichette nomi di oggetti presenti nella stanza

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Ho chiesto a Momo di leggere. Prima ho aspettato senza fretta che pronunciasse tutte le singole lettere. Poi gli ho detto: “Più veloce, più veloce!” E man mano che ripeteva più velocemente, si faceva chiara nella sua mente la parola intera e il suo significato.

Una volta capito il senso, Momo doveva attaccare l’etichetta all’oggetto presente nella stanza

Non sembra, ma è un pianeta circondato da meteoriti.
Non sembra, ma è un pianeta circondato da meteoriti

 

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Questa attività è piaciuta molto a Momo e l’ha voluta ripetere più volte.

 

Avvitare, svitare, carteggiare – oggi giochiamo con il legno

Cosa fare quando un bambino di 5 anni ti dice senza mezzi termini che vuole costruire con il legno? Io, che nella mia vita al massimo ho montato un mobile dell’Ikea, ho chiesto suggerimenti nel gruppo facebook mamme e papà montessoriani, dove  mi hanno dato diverse idee.

Ecco,  tra le tante proposte, quelle che ho messo in pratica con il fondamentale aiuto di mio marito.

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Con un morsetto ho fermato sul tavolino un blocco di legno . Nel mio caso l’avevo già in casa, ma se non ne avete, potete chiedere ad una falegnameria se vi regala qualche scarto di lavorazione. Ho praticato dei fori con l’avvitatore e tre viti autofilettanti e ho inserito una rondella tra le viti e il legno. Momo si è divertito ad avvitare e svitare con l’avvitatore.

Poi il papà ha pensato di avvitare una tavola di compensato al blocco di legno. Momo ha iniziato ad avvitare e svitare le viti e a praticare fori sul compensato con il cacciavite.

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A questo punto è necessario carteggiare per levigare il legno e togliere i trucioli

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Soddisfatto del proprio lavoro, Momo ha messo a posto il cacciavite e si è messo a fare altro.

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Altri suggerimenti sono proposti da Elisa Pellegatta, titolare de La bottega di Mattia. Elisa organizza laboratori per bambini dove si lavora con il legno e mi ha permesso gentilmente di pubblicare le foto di alcuni lavori.

Queste composizioni sono state realizzate dai bambini nel laboratorio che Elisa ha tenuto presso la Fiera del bambino naturale , usando scarti di falegnameria, colla Vinavil e chiodini:

ph. credits: Marco Foglia
ph. credits: Marco Foglia

Pista delle biglie:

ph. credits: Marco Foglia
ph. credits: Marco Foglia

Tavola di compensato, occhielli a vite e corda:

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Infine un gioco semplice, ma di grande successo, costruito da Elisa per la gioia dei suoi bimbi di due e quattro anni, usato più e più volte: un tavolino dove sono stati praticati fori adatti a chiodi di diverse dimensioni, da avvitare e svitare.

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I bambini si divertono un mondo a lavorare con il legno. Provare per credere!

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Liberare i giochini con l’aceto

 

Ecco un esperimento che è piaciuto tanto a Momo: liberare i giochini con l’aceto.

Prima però li dobbiamo imprigionare. Cosa occorre:

  • Giochino di piccole dimensioni
  • Piccolo contenitore o vaschetta per il ghiaccio
  • bicarbonato
  • acqua

Inserite il giochino nel contenitore e ricopritelo in parte di bicarbonato. Tenete conto che bisognerà creare una miscela di tre parti di bicarbonato e una parte di acqua. Momo ha versato 6 cucchiaini di bicarbonato e due cucchiaini d’acqua.

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Mettete in freezer qualche ora.

Ora tirate fuori il contenitore dal freezer. Io ne ho preparati due. I giochini sono incastrati nella miscela.

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L’esperimento può iniziare

L’ unico ingrediente che serve è l’aceto. Versiamolo sopra il giochino.

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e vediamo come aceto e bicarbonato reagiscono formando tante bollicine

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E così possiamo liberare i nostri giochini

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Ma se siamo stanchi di versare aceto, ci vengono in aiuto scalpello e  martello

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Con un po’ di acqua i giochini saranno più puliti che mai e la miscela che avanza si può usare come prodotto di pulizia.

Questa idea è stata presa dal blog fun-a-day . Qui trovate l’attività originale.

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A presto!

 

Giocare con le ombre

Momo ha ereditato dal padre la passione per Star Wars.

Un giorno ha aperto un cassetto nel corridoio e con grande nostra sorpresa, ha trovato i pupazzetti dimenticati dei vari personaggi che avevo regalato per gioco al mio futuro marito più di 10 anni fa.

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Ora sono passati a lui e ci gioca ogni giorno.

Così ho cercato qualche attività in tema e sono capitata nel blog Childhood 101 dove ho trovato questa idea:

Il gioco delle ombre di Star Wars

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Cosa occorre?

  • Immagini da stampare e ritagliare di Star Wars, che trovate qui
  • forbici
  • taglierino
  • spiedi, che potete trovate al supermercato o bastoncini o colori
  • Nastro adesivo
  • Torcia

Come si procede:

Ritagliate con le forbici il contorno delle immagini e con il taglierino praticate tutti i fori interni. A questo punto suggerisco di plastificare ogni personaggio, per renderlo più resistente. Poi attaccate gli spiedi alle immagini con il nastro adesivo.

Ora basta chiudere le finestre, spegnere le luci e accendere la torcia e la magia ha inizio!

Ma non tutti sono appassionati di Star Wars. 

Se i bambini sono grandi possono provate a realizzare da soli le sagome dei loro personaggi preferiti. Disegnate il vostro personaggio o fate fotocopie dai vostri libri o riviste. Ritagliatene la sagoma e riproducetela su un cartoncino nero.

Altrimenti qui sotto trovate due link a immagini stampabili gratuitamente:

  • In the playroom: In fondo all’articolo troverete tutto il set e i personaggi della favola I tre porcellini da stampare
  • Julep: Ci sono vari personaggi di Halloween da stampare

Naturalmente potete acquistare sagome personalizzate dei vostri personaggi preferiti. Ad esempio in questo negozio troverete una persona molto gentile che realizzerà le vostre richieste.

Infine qui trovate un tutorial molto chiaro per costruire un vero e proprio teatrino delle ombre.

Buona creatività a tutti!

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Forza di gravità contro forza magnetica: facciamo volare un fermaglio

Ci sono dei periodi in cui Momo si fissa su dei concetti che trova curiosi. Uno di questi è la forza di gravità.

– Mamma, perché sulla Luna gli astronauti saltellano?

– Perché la forza di gravità sulla Luna è più bassa di quella sulla Terra.

–  Allora facciamo che dobbiamo cercare degli ingredienti magici sulla Luna e dobbiamo acchiapparli mentre volano.

Visto l’interesse per l’argomento, come al solito ho cercato idee su Pinterest e sono finita nel blog di buggy and buddy , dove si possono trovare molte attività scientifiche da proporre ai bambini.

Ed ecco l’esperimento:

Forza gravità

Prima di tutto si può mostrare come gli oggetti cadano sempre verso il basso. Basta legare un fermaglio ad un filo e mostrare che cade  giù per via della forza di gravità.

Poi mostriamo che se c’è una forza più “forte” il fermaglio può addirittura volare!

Cosa occorre:

  • Fermaglio
  • Filo
  • Magnete (io avevo a disposizione un Magformer, ma va benissimo una semplice calamita)
  • Qualsiasi oggetto per creare un ponte. In questo caso ho usato i blocchi della fattoria di legno  di Momo. Se avete un righello di metallo è più semplice, perché la calamita rimarrà attaccata senza dover usare il nastro adesivo.
  • Nastro adesivo

Create un’impalcatura come in foto usando ciò che trovate in casa e attaccate la calamita proprio sotto il ponte con del nastro adesivo. Legate il filo al fermaglio e avvicinatelo alla calamita in modo che venga attratto e si attacchi.

Ora staccatelo delicatamente spingendo lentamente il filo verso il basso. Forse dovrete fare più tentativi per trovare la giusta distanza in cui forza di gravità e magnetica si compensano, ma alla fine vedrete che il fermaglio rimarrà sospeso nell’aria come se volasse.

In questa pagina, scorrendo verso il basso, trovate il video dell’esperimento originale. Vale la pena vederlo, è molto suggestivo!

Buon divertimento!

Ps. Incontriamoci nel gruppo facebook A che gioco giochiamo per scambiarci le nostre idee

 

L’Uomo Ragno ci ha fatto uno scherzo

Ecco un gioco che ha riscosso un successo inaspettato. Stavo cercando un’ idea che includesse Spiderman, che è la nuova passione di Momo e mi sono imbattuta nel bellissimo blog  Mom inspired life, dove è spiegata questa attività ingegnosa. Così, poiché Momo da grande vuole fare il supereroe, quando sono andata a prenderlo a scuola, gli ho detto:

-Spiderman ha fatto il dispettoso e ha imprigionato tante persone e animali. C’è bisogno di un supereroe per liberare tutti.

-Ma Spiderman è finto, mamma.

E va bé, comunque la curiosità gliel’ho fatta venire e a casa è stato contento di trovare questo:

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Il gioco consiste nel liberare tutti con una pinzetta (ma va bene anche una molletta da bucato) e nel riporli nel contenitore a destra. Sembra facile, ma non lo è, perché i giochini si impigliano.

Vediamo l’occorrente:

  • Qualche filo di lana
  • Forbici
  • Contenitore con buchi
  • Pinzetta o molletta da bucato
  • Giochini da liberare

Mettere i giochini nel contenitore; legare la ragnatela ben stretta e tirata. Io ho fatto tre nodi per evitare che si sciogliesse facilmente; mettere a disposizione la pinzetta.

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Ed ecco il supereroe in azione:

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E dopo aver liberato tutti e tagliato via la ragnatela, mi ha chiesto di ricostruirla per giocarci di nuovo.

Oltre al divertimento questo gioco aiuta la motricità fine, in particolare la corretta impugnatura della penna.