Imparare a leggere giocando

Circa un anno fa Momo aveva sviluppato una passione esplosiva per le lettere e la scrittura. Qui potete trovare alcune delle attività che gli proponevo per aiutarlo ad approfondire il suo interesse. Dopo un po’ l’attrattiva per le lettere è scemata e Momo è passato ad altro (Star Wars, dinosauri, Halloween…)

Questo disinteresse è durato fino all’estate scorsa quando, complice la spiaggia di Viserba, Momo ha iniziato a scrivere nella sabbia le parole che gli chiedevo senza suggerirgli le lettere. Complici anche i bambini più grandi che, vedendoci fare questo gioco, hanno iniziato a scrivere parole corte e a chiedere a Momo cosa avessero scritto. E così Momo sta imparando a leggere.

Qualche giorno fa stavo leggendo nel testo La scoperta del bambino di Maria Montessori, che il bambino legge i suoni che compongono una parola con la stessa lentezza con cui la scrive. Invece egli afferra il senso della parola quando è pronunciata velocemente e con i giusti accenti. E così è nata questa attività:

Ho scritto in alcune etichette nomi di oggetti presenti nella stanza

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Ho chiesto a Momo di leggere. Prima ho aspettato senza fretta che pronunciasse tutte le singole lettere. Poi gli ho detto: “Più veloce, più veloce!” E man mano che ripeteva più velocemente, si faceva chiara nella sua mente la parola intera e il suo significato.

Una volta capito il senso, Momo doveva attaccare l’etichetta all’oggetto presente nella stanza

Non sembra, ma è un pianeta circondato da meteoriti.
Non sembra, ma è un pianeta circondato da meteoriti

 

tavolo

 

cartavetrata

Questa attività è piaciuta molto a Momo e l’ha voluta ripetere più volte.

 

Un libro di mostriciattoli affamati

Ti mangio!

di John Fardell, editrice Il Castoro (2012)

Indicato dai 3 ai 5 anni

E’ un libro perfetto per i bambini che amano i mostri, da leggere più e più volte!

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Un giorno Leo, che sta facendo una passeggiata nel bosco con sua sorella Sara, viene mangiato da un Inghiottone dei boschi:

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ma l’Inghiottone dei boschi viene mangiato dallo Gnammete alato:

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che a sua volta viene mangiato dall’Acchiappone marino:

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e così via in una catena di mostri che si mangiano l’un l’altro:

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Finché Sara non escogita uno stratagemma per liberare Leo:

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E i due bambini tornano a casa sani e salvi.

Buona lettura!

Labirinti, puntini e oggetti nascosti

Ecco alcuni giochi che i bambini possono fare da soli e molto utili quando ci si trova in una sala d’aspetto o si va al ristorante.

Trovare l’oggetto nascosto

Si può creare in modo semplice un libriccino con oggetti da trovare:

Ispy

Step 1: fotografare gli oggetti che intendi nascondere:

marcello

Step 2: mescolarli con altri oggetti e fotografarli di nuovo:

marcello

Dov’è la macchina rossa? E il cane?

Step 3: rilegare e plastificare (non necessario, ma viene più carino)

Oppure potete semplicemente cercare in rete  I Spy Game. Eccone alcuni da stampare:

Altri giochi da stampare e portare in giro:

 Labirinti

Segui con il dito o unisci i trattini

 Unisci i numeri

L’importante è trovare la difficoltà giusta, tenendo conto che i bambini imparano presto.

Buon divertimento!

 

 

 

 

Mille forme con un metro

Tempo fa Momo era interessato al nostro metro da muratore. Gli ho spiegato come maneggiarlo senza mettere le mani vicino agli snodi per non farsi male alle dita e gliel’ho lasciato a disposizione.

Dopo averlo usato come ponte, come canna da pesca e come scivolo per pupazzetti,  ha scoperto che ci si possono creare molte forme.

Dalle figure geometriche piane:

Metro1

Alle lettere dell’alfabeto:

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metro3

metro2

Con un po’ di fantasia si possono creare molteplici forme.

E così una sera mio marito e Momo si sono divertiti a ricreare tutto l’alfabeto!

Buon divertimento!

Ritroviamoci per altre idee anche nel gruppo facebook A che gioco giochiamo.

 

 

Costruire insieme un libro in divenire

Si tratta di un’attività che ho proposto intorno ai due anni, ma a 4 anni  è ancora molto apprezzata.

Prima di tutto costruiamo il libro:

Sovrapponiamo due fogli A4, pieghiamoli e pinziamoli:

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E poi disegniamo la storia aggiungendo particolari man mano che avanza.

Ecco la nostra:

Ho disegnato Peppa Pig  e dei nuvoloni grigi.

“Inizia a piovere!” E Momo ha aggiunto la pioggia.

“Serve un ombrello!” e ho disegnato l’ombrello.

Peppa 1

“Mamma, Peppa  deve mettere le galosce!”

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“Guarda, c’è una pozzanghera!”

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“Evviva, saltiamo nella pozzanghera!”

Peppa3

Ed ecco il nostro libriccino scritto a quattro mani!

Si possono creare tante storie quante sono le pagine del libro. Il divertimento è assicurato.

P.S. Iscrivetevi al gruppo  Facebook A che gioco giochiamo e scambiamoci le nostre idee!

A presto

 

Giochiamo a cucinare

Cucinare “per finta” è un evergreen da quando mio figlio aveva due anni. Oltre ad essere un gioco divertente, è un ottimo espediente per tenere impegnati i nostri piccoli mentre noi grandi traffichiamo tra i fornelli.

A volte ho allestito  vassoi con vari ingredienti da mescolare:

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Molto più spesso gli ho dato quello che avevo a disposizione mentre cucinavo a fianco a lui:

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Ci sono accessori che non possono mancare:

  • pentola o ciotola
  • cucchiaio o cucchiaino
  • una tazza o piattino dove appoggiare la posata
  • un canovaccio per asciugare
  • una brocca con acqua
  • colori alimentari scaduti

Per gli ingredienti ho usato quello che avevo al momento: le immancabili spezie scadute, sale, qualche erba aromatica che coltivo sul terrazzo, semi di zucca essiccati da Halloween, semi di mela, buccia di mandarini, scarti di cipolla, riso…

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Ho mostrato a Momo come asciugare il bancone se fuoriesce dell’acqua dalla ciotola e a non esagerare con le spezie, affinché imparasse a dosarsi. Anche ora che ha 4 anni ogni tanto mi dice: “Mamma, voglio cucinare”.

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Se anche ai vostri bimbi piace questo gioco, mi piacerebbe sapere nei commenti quali ingredienti usate. Buon divertimento!

 

 

Giochiamo a Frozen

Quando Momo ha visto Frozen per la prima volta è rimasto sfolgorato dal personaggio di Kristoff da bambino. Vi ricordate il ritornello?

“Ehi tu! Vieni qui, tira su…
Ehi, tu! Vieni qui, tira su…”

 

Ecco, in quel periodo non facevamo che rivedere il film e riascoltare questa canzone. Allora mi è venuta in mente questa attività. Occorrono

  • un piccolo contenitore
  • martello e scalpello
  • un vassoio di metallo

Io ho utilizzato un contenitore per alimenti quadrato. Basta riempirlo d’acqua e lasciarlo in freezer. Quando si sarà formato il ghiaccio, mettetelo nel vassoio e mostrate come usare martello e scalpello per scalfirlo. Ho messo a disposizione anche degli acquerelli e un pennello per colorare il ghiaccio e vedere come si formano dei rivoli d’acqua colorata.

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 In alternativa, anziché formare il blocco di ghiaccio, ho messo nel lavandino della sua cucina giocattolo dei cubetti di ghiaccio, che Momo si è divertito a colpire con la sua finta sega, proprio come nel film, la cui colonna sonora ha fatto da sfondo a questo gioco per settimane.

Imparare a scrivere

Verso i 3 anni e mezzo Momo non faceva altro che chiedermi il nome delle lettere, le vedeva nel cibo e nella forma degli alberi, mi chiedeva di cantargli la canzoncina dell’alfabeto e quella delle vocali ascoltate su youtube. Stava sicuramente esplodendo quello che la Montessori indicava come il periodo sensibile  per l’apprendimento della scrittura. Per me è stato magico vedere il mio bimbo imparare a scrivere con tanta naturalezza. Ecco quali sono state le tappe.

Un’acquisto di successo sono state delle allegre lettere magnetiche, con cui Momo ha inventato tante storielle sulla porta del frigorifero.

LettereMagnetiche

Approfittando di questo periodo, gli ho fatto trovare sul tavolo, con sua grande gioia, queste lettere di legno, in stampatello minuscolo e maiuscolo.

LetterediLegno

Uno dei nostri giochi era disegnare il contorno delle lettere, mentre ne pronunciavo il suono.

Visto che assorbiva le lettere come una spugna,  gli ho proposto anche le lettere in corsivo, questa volta in un libro.

LibroBalthazar

Les lettres à toucher de Balthazar  è un libro in lingua francese che contiene a sinistra delle bellissime immagini e a destra le lettere in rilievo delle iniziali. Si trova anche in stampato maiuscolo, ma ho preferito il corsivo, perché sembra che le linee curve siano più adatte per acquisire manualità nella scrittura. In lingua italiana non si trova, ma con un po’ di fantasia si riesce ad abbinare un nome italiano all’iniziale della lettera. Ho lasciato il libro a disposizione di Momo e spesso l’ho trovato a sfogliarlo e a seguire con le dita la traccia delle lettere.

In seguito ho trovato un app in cui bisogna tracciare lettere e numeri con il dito o con la penna. Momo ci ha giocato molto:

appMontessori

Al computer ha imparato ad accedere al blocco note e ogni tanto ci va a scrivere. In questo modo ha imparato lettere accentate, parentesi, punteggiatura e trattini.

A volte gli chiedo:”Mi aiuti a scrivere la lista della spesa?” oppure “Scriviamo gli ingredienti di questa ricetta” e scriviamo una o due parole al massimo. Io faccio finta di non ricordarmi le lettere delle parole, così lui si sforza di capire cosa deve scrivere.

Quando ci coccoliamo sul letto ci piace fare questo giochino per imparare a riconoscere le lettere all’inizio della parola. Gli chiedo: “Lefante, cosa manca? E, elefante”. Dopo un po’ inizia a fare le domande lui.

Un giorno ho lasciato in giro un blocchetto e un colore. Ero in cucina a lavare i piatti e lo sento borbottare tra sé: “Adesso scrivo il mio nome”. Ecco la sua prima vera parola scritta in totale autonomia.

Marcello

Voglio incorniciarla.