Inserire oggetti per la coordinazione oculo-manuale

Da qualche settimana ho osservato che Amelia cerca di inserire oggetti dentro altri oggetti.

Ho provato quindi a proporle alcune attività per sviluppare la motricità fine, con degli oggetti che ho in casa.

Alcune delle attività proposte erano troppo complesse, mentre altre non hanno attirato la sua attenzione. Finalmente dopo vari tentativi ho trovato quelle giuste per lei.

Inserire un blocco cilindrico in una matrioska

In casa ho una bella matrioska (amo le matrioske!). Ho frugato tra i vecchi blocchi di legno di Marcello e ho trovato un cilindro giallo perfetto per l’uso che ne dovevo fare.

Inserire il cilindro dentro la matrioska non è un’attività semplice, ma è alla portata di Amelia.

A volte anziché il cilindro inserisce un rocchetto di filo.

In alternativa ho trovato due oggetti che si incastrano perfettamente. Fanno parte della pista delle biglie di Marcello.

Anche questi sono stati apprezzati da Amelia.

Per questo tipo di attività si trovano in commercio l’uovo e il portauova di legno.

Infilare

Tra i miei maldestri tentativi c’è la scatola dove infilare le cannucce. Decisamente troppo difficile per lei ora, infatti non l’ha neanche presa in considerazione. Inserire delle cannucce in fori così piccoli richiede una manualità più raffinata, quindi la ripresenterò tra qualche settimana.

In un altro tentativo ho usato il classico gioco del martello:

Amelia è interessata e prova ad inserire i pioli, ma questa operazione richiede più forza nella mano.

Una soluzione potrebbe essere praticare dei fori abbastanza larghi su una scatola (come la scatola per infilare le cannucce) e inserire i pioli oppure inserire nel gioco del martello degli oggetti di dimensioni più piccole. In effetti Amelia ha infilato in un foro un cucchiaino che le avevo lasciato a disposizione.

Al momento ho trovato una soluzione più veloce:

Si tratta di infilare i pioli del gioco del martello nel gioco di incastro delle forme, che per ora non usa.

Questo gioco è piaciuto molto ad Amelia, chr l’ha ripetuto più volte.

A presto!

Attività che bambini di età diverse possono fare insieme.

Quando stiamo in casa e non ci sono amichetti con cui passare il tempo, ci sono dei giochi che facciamo insieme.

Gioco del nascondersi: questo gioco mette d’accordo mio figlio di 7 anni e mia figlia di 1 anno.

Marcello si sistema in un angolo tra il muro e la cassettiera.

Io lo sommergo di vestiti e Amelia si diverte a toglierli uno ad uno fino a scoprire il fratellone!

A volte giochiamo a nascondino. Amelia partecipa a modo suo guardando sotto al letto o esclamando: – Tà! (N.d.A Tana)

Altre volte giochiamo a carte. Basta metterne alcune a disposizione di Amelia per farla sentire partecipe accanto a noi.

È anche divertente ribaltarsi sul letto. Amelia e Marcello si siedono a bordo letto e si spingono all’indietro finendo a gambe all’aria.

Un materasso a terra fa miracoli.

Io ho in casa un materasso che usavo per praticare massaggi (tanto tanto tempo fa).

Il grande può sfogare la sua energia esuberante saltando dal letto al materasso o facendo capriole mentre la piccola osserva il fratello, cammina attorno al letto, gioca con dei blocchi di legno o gira per la camera in cerca di tesori.

Altre attività interessanti da fare insieme: bolle di sapone e lettura.

Amelia apprezza i libri del fratello e le piace sfogliarli. È capitato che, stretti nel lettone, io leggessi ad alta voce un libro di Geronimo Stilton, mentre Marcello guardava Mappe e Amelia sfogliava un dizionario di Inglese!

Anche lavare i capelli alla piccolina mentre fa il bagnetto è un’attività divertente!

Buon gioco a tutti i bimbi!

Torre d’Apprendimento Ikea: tutorial, aspetti positivi e aspetti critici

Dopo le entusiastiche risposte dei genitori a cui avevo chiesto un’opinione in merito alla Learning Tower, ho pensato che la dovevo assolutamente avere, ma i prezzi delle Torri d’Apprendimento che si trovano in commercio non sono proprio bassi.

Così, come molte famiglie, io e mio marito abbiamo costruito la nostra torre Ikea, sostenendo una spesa totale di 23 euro.

Occorrente:

Potete trovare  questi articoli all’Ikea o acquistarli in Amazon.

In realtà io ho solo documentato mentre Marcello ha aiutato il padre a costruire la Learning Tower con l’avvitatore.

Come primo step hanno montato lo scalino Bekvam seguendo le istruzioni dell’Ikea.

 

 

Poi hanno montato lo sgabello Oddvar escludendo la seduta.

Hanno rovesciato lo sgabello Oddvar e fissato la seduta sulle gambe con delle viti autofilettanti.

A questo punto sgabello e scalino vanno fissati:

Si appoggia lo sgabello sullo scalino, come nella foto sotto.

 

Attenzione a non usare viti troppo lunghe. Non devono oltrepassare la seduta dello sgabello e il poggiapiedi dello scalino, per la sicurezza del bambino.

Ultimo step: si fissano insieme sgabello e scalino con le viti.

Abbiamo testato la Torre

Aspetti positivi

Amelia non scenderebbe mai dalla Torre. Ho la vaga sensazione che si senta importante a stare lì sopra.

È una posizione fantastica per testare la forza di gravità (ovvero il lancio degli oggetti per terra).

Possiamo giocare con la condensa che si forma sui vetri delle finestre senza che mi si spezzi la schiena.

Può fare colazione a fianco a me, sul banco della cucina, mentre preparo il caffè. Oppure può osservarmi mentre cucino o pulisco il ripiano o giocare con pezzi di carote o finocchio. Oggi ha preso uno panno da cucina e si è messa a pulire.

È leggera, quindi quando Amelia sarà in grado di camminare senza appoggio, potrà spostarla a suo piacimento.

È economica.

Aspetti critici

È più stretta di quanto immaginassi. Per adesso comunque va più che bene.

Misure di sicurezza

La bambina non va assolutamente lasciata sola sulla Torre, ma immagino che questo sia valido per tutte le Learning Tower. La parte posteriore è aperta per far salire la bambina, quindi va controllata. Si può ovviare al problema utilizzando delle cinture elastiche da mettere e togliere, tipo quelle che si usavano anni fa per portare i libri prima dell’avvento degli zaini.

La Torre va sempre appoggiata da qualche parte per una maggiore stabilità.

Se la torre si appoggia ad un tavolo, non far entrare la parte posteriore (quella con gli scalini), sotto al tavolo, perché la bambina potrebbe fare leva con il piedino sul ripiano e sospingere all’indietro la Torre. Metterla sempre nel verso giusto.

😱 Posizione pericolosa 😱

Spero che questo tutorial vi sia stato utile!

A presto!

Una nuova palestra

Verso i 9 mesi Amelia aveva imparato a sollevarsi da sola e le avevo preparato questa sorta di palestra dove poteva allenarsi, che aveva apprezzato molto.

Qualche settimana fa aveva imparato a salire e scendere da un gradino e le avevo messo a disposizione uno scatolone che ha usato spesso.

Ora ha 1 anno e avendo osservato che cerca spesso di arrampicarsi le ho preparato una nuova elegante palestra.

Questa palestra consiste in una conca, 3 cuscini e un divano.

Io tengo ferma la conca e controllo che Amelia non si faccia male, mentre lei sale velocemente. Anche se ancora deve prendere bene le misure, è riuscita a salire più volte sul divano e poi a ridiscendere.

Quest’attività, forse perché giunta al momento giusto, le è piaciuta moltissimo!

A presto.

Elastici colorati per la manualità fine

Qualche giorno fa ho trovato Amelia intenta a togliere i resti della carta igienica finita, che di solito rimangono attaccati al rotolo.

Concentratissima.

Ho notato che cerca di fare azioni che richiedono lo sviluppo della mano, come mettersi i calzini, vestirsi appoggiando le sue magliette sulla testa, nascondersi sotto un asciugamano per fare il gioco del cucù.

Allora mi sono ricordata di un’attività che ho visto spesso in Pinterest.

Sfilare gli elastici

 

Ho usato la logistecca di Marcello, ma si possono usare altri oggetti, come un rotolo rigido della carta da cucina, un barattolo di latta, una scatola di cartone stretta, un piccolo mattarello.

Ho inserito gli elastici e ho mostrato lentamente ad Amelia come sfilarli.

 

Questo gioco le è piaciuto e ogni tanto lo ripropongo per passare un po’ di tempo, essendo molto veloce da preparare.

E tengo da parte i rotoli di carta igienica che rimangono il suo gioco preferito!

A presto.

Premi e colora senza sporcare

Di attività ad alto tasso di sporchevolezza, soprattutto in tempi di trasloco, se ne può fare a meno.

Mi piaceva però l’idea di fare conoscere i colori ad Amelia. Come fare? Semplice.

Servono una busta di plastica, tempere o colla glitter, un foglietto di carta e dello scotch.

Non avendo tempere in casa, ho usato la colla glitter. Marcello ha spruzzato tante macchiette dense di colla per tutto il foglietto. Ho inserito quest’ultimo in una busta di plastica e ho sigillato tutto.

Poi l’ho fermato sul tavolo con del nastro adesivo in carta, facile da rimuovere.

Marcello ha mostrato ad Amelia come si colora

Amelia ha imparato subito

Ma, come spesso accade, ha optato per una versione più ricreativa del gioco: rimuovere la busta.

Meglio cambiare attività

Staccare lo scotch è più divertente!

Buon divertimento!

Come aiutare una bambina di un anno a sfogliare libri in autonomia

Di solito nel silenzio della mattina io e Amelia leggiamo qualche libriccino. Al momento lei ama i libri tattili. Io mi metto al suo fianco e leggo e sfoglio le pagine e Amelia tocca i rilievi creati con materiali diversi.

Qualche tempo fa ero capitata in un blog dove una mamma aveva avuto un’idea geniale. Aveva trovato un modo per tenere sollevate le pagine. In questo modo il suo bimbo poteva inserire le dita tra una pagina e l’altra e sfogliare il libro da solo. Non ricordo quale spessore avesse usato, ma ciò che mi convinceva poco è che l’oggetto andasse incollato al libro.

Ho voluto provare anche io, ma con uno spessore removibile: le mollette del bucato.

Le mollette funzionano, perché Amelia è portata ad afferrarle e così facendo le pagine si sollevano. Da lì a voltarle è un attimo.

Buona lettura!

Finalmente a casa

A due anni dal terremoto possiamo finalmente rientrare in casa. Insieme a noi, pochissime altre famiglie. La nostra città è ancora spopolata, molti negozi ormai hanno chiuso i battenti e diverse attività sono a rischio.

Nel tornare sento un misto di felicità, senso di perdita e stress da trasloco.

Ma in mezzo a tutto il caos dei mobili da trasportare e rimontare, polvere, fogli di carta, scotch da pacchi e agitazione dei bambini, Amelia ha imparato qualcosa di nuovo.

Per la prima volta è scesa da un gradino!

Quando ha adocchiato lo scatolone, la prima cosa che ha voluto fare è stato salirci, rimanere allegramente lì sopra per un po’ e poi provare a scendere. E c’è riuscita.

Perché non ci ho pensato prima!

Avevo letto da qualche parte, probabilmente in un libro di Grazia Honegger Fresco, di una scatola-gradino che poteva essere costruita con del compensato e che, lasciata a disposizione, avrebbe permesso ai piccoli bambini di esercitare le abilità grosso motorie (senza interferenze da parte dell’adulto).

A suo tempo erano state sufficienti le parole costruire e compensato a farmi chiudere il cervello.

In realtà bastava uno scatolone del supermercato riempito con qualcosa in modo da reggere il peso del bambino.

Qui trovate una spiegazione di come costruire la vera scatola in compensato e come proporla.

Buon allenamento ai piccoli bimbi!

Cucù, dove sono le palline?

Stamattina Amelia ha compiuto il solito giro tra gli scaffali dedicati ai suoi giochi, di cui ho parlato qui.

Ultimamente si sta esercitando molto a rimanere in piedi senza appoggio e mi sta più vicina del solito.

Ancora assaggia tutto ciò che le capita a tiro, ma è anche incuriosita da altri tipi di attività.

Come sappiamo, il gioco per i bambini è una questione seria, che serve a svilupparsi e a crescere.

Ultimamente abbiamo provato una versione alternativa del gioco del cucù.

Ho preso tre palline colorate

Le ho mostrato che le nascondevo sotto la copertina e ho aspettato la sua reazione.

Dove sono le palline? Andiamo a cercarle!

Trovate! Dall’espressione soddisfatta sembra fiera di se stessa.

A cosa serve questo gioco?

Nel libro Abbiamo un bambino. Guida per i nuovi genitori di Grazia Honegger Fresco e Tiziana Valpianaia si parla del gioco del nascondersi e riapparire, quindi il nascondersi della mamma dietro un telo o di un oggetto e la loro ricomparsa.

È spiegato:

Questi giochi suscitano e rafforzano la fiducia che il bambino ripone nell’adulto e aiutano il piccolo nell’elaborazione di un primo pensiero astratto: la mamma continua ad esistere anche mentre io non la vedo e poi ritorna… la mamma, quando esce… torna sempre!

Anche se un oggetto non si vede, esso continua ad esistere.

 

Il papà ha trovato un altro giochino divertente.

Oggi hanno giocato a carte

– Amelia, scegli una carta.

E quando lei la prende, il papà esclama: – eeeeh!

Non so quale competenza sviluppi questo gioco sciocchino, ma Amelia si diverte molto!

A presto!

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