Marsupio terapia e amore

 

Amelia è arrivata!

La sua nascita è stata contrassegnata da qualche ostacolo, ma ce la siamo cavata. Prima di lei avevo avuto tre aborti interni e non ci speravo più. Ad ogni controllo ecografico io e mio marito avevamo la paura di molte famiglie che ci sono passate, quella di sentire la ginecologa dire “Mi dispiace, non c’è più battito”. Verso la trentesima settimana ho rischiato di perderla e così ho trascorso l’ultimo mese di gravidanza in ospedale. La mia placenta non era un posto sicuro e Amelia è nata un mese e mezzo prima con il cesareo. Subito trasportata in TIN in un altro ospedale, l’ho potuta vedere solo dopo due giorni.

Era proprio uno scricciolo! Quando Marcello mi chiedeva il suo peso, gli mettevo in mano due pacchi di farina e gli spiegavo che Amelia pesava un po’ di meno. Abbiamo dovuto aspettare altri dieci giorni prima di poterla abbracciare per la prima volta e una settimana per averla finalmente con noi in casa. E da quel giorno è stata ricoperta da coccole e abbracci nostri e delle zie!

In questo post voglio parlare di una pratica che ha fatto miracoli con Amelia e che mi sento di consigliare a tutte le neo mamme: la marsupio terapia.

 

La marsupio terapia

La marsupio terapia (Kangaroo mother care) è una tecnica messa a punto in Colombia negli anni ‘70 per salvare la vita ai neonati prematuri sopperendo alle carenze di incubatrici. Negli anni si è osservato che i benefici di questa pratica nei neonati in condizioni non critiche, cioè con un indice Apgar >6 e con peso superiore a 1200 grammi, sono migliori rispetto all’uso delle incubatrici e si estendono anche ai bambini nati a termine, in quanto incoraggia l’avvio all’allattamento al seno e favorisce un legame sicuro con la mamma.

 

In cosa consiste

In sostanza è il contatto pelle a pelle tra mamma e figlio. La mamma pone il figlio, con indosso solo pannolino, calzini e cuffietta, sulla sua pancia nuda e con la testa fra i seni. Le orecchie del neonato poggiano sul petto della mamma per ascoltare il suo battito cardiaco. Le gambine sono piegate tipo “rana” per evitare l’insorgere di problemi alle anche. Il neonato viene infine coperto con un telo, o meglio, contenuto in un marsupio, che permette alla mamma di muoversi più agevolmente.

La terapia dovrebbe durare almeno 1 ora e mezza per due volte al giorno.

Alcuni benefici di questa pratica

Il contatto pelle a pelle abbassa il livello di stress del neonato che deriva dal distacco dalla mamma alla nascita e questo influenza favorevolmente il suo metabolismo.

Il calore corporeo della mamma si adegua alle esigenze del figlio: la temperatura sale quando sente freddo e scende quando ha caldo, evitando in questo modo sbalzi di temperatura. Questo avviene anche con il papà!

Studi confermano che la terapia ha un buon impatto sui livelli di ossigenazione e saturazione.

La crescita dei neonati sottopeso viene agevolata. La vicinanza del viso del cucciolo ai seni materni è uno stimolo irresistibile per l’allattamento al seno e questo aspetto si rivela utilissimo quando i bambini hanno dovuto iniziare a nutrirsi con il sondino o con il biberon. In uno studio è risultato che l’82% dei neonati trattati con la marsupio alle dimissioni vengono alimentati al seno in modo esclusivo.

Io e Amelia abbiamo praticato la marsupio terapia in maniera decisamente più spartana, ma con ottimi risultati!

La praticavamo la mattina, quando Marcello era a scuola. Io ero sempre assonnata, perché i primi giorni davo il biberon ad Amelia ogni 3 ore. Ci infilavamo nel lettone al calduccio sotto le coperte (era inverno) e Amelia dormiva beatamente sopra di me, solo con il suo pannolino. In quel periodo ancora non ero riuscita a farle prendere il latte dal seno. Avevo quasi desistito, ma un’infermiera che aveva avuto Amelia in TIN mi diceva di insistere con la marsupio terapia e di “ubriacarla” di tette! C’è voluto un po’, ma verso i due mesi ce l’abbiamo fatta!

Ora, la qualità del latte è stata sempre la stessa in TIN e a casa, il mio. Io non so cosa sia stato, i nostri abbracci, l’amore che circola in una famiglia o la marsupio terapia. Fatto è che nella sua prima settimana in famiglia Amelia è “lievitata”. Da magrolina tutta pelle il suo viso si è riempito e le sue gambine sono diventate delle belle cosciotte tornite. Sono sempre più convinta che nell’universo magico del bambino l’amore sia un ingrediente imprescindibile per la crescita.

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