Un’attività rilassante

C’è un gioco che Marcello rispolvera periodicamente da quando aveva due anni.

Da piccolo lo definiva cucinare ora il nome è fare gli esperimenti, in entrambi i casi alla fine c’è sempre da pulire!

Occorrono alcuni ingredienti base:

acqua, spezie scadute, buccia di mandarino, fecola di patate, colori alimentari, farina gialla.

Vanno bene anche sassolini, avanzi di pranzo, scarti di cibo, foglie.

Indispensabili un barattolo di vetro e un cucchiaino.

Si mettono vari ingredienti nel barattolo e si mescola.

Ecco il risultato

Marcello si rilassa molto con questa attività e gli piace osservare come si colora l’acqua a seconda degli ingredienti. È un’attività molto semplice e distensiva!

Buon divertimento a tutti!

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Lego city, costruiamo lo scenario.

Marcello per il suo compleanno ha ricevuto dai suoi amici il play-set Lego City – Avventure all’aria aperta.

Quando ha visto la scatola è stato particolarmente contento perché contiene moltissimi personaggi.

Dopo averli costruiti, mi ha chiesto di giocare con lui.

Beh, diciamolo, io non ho la voglia né la fantasia di fare interagire i personaggi. Per salvarmi dalla situazione ho proposto di allestire una scena dove inserirli, per poi sgattaiolare via allontanarmi discretamente una volta accesa in lui la fiamma del gioco.

Ho usato: forbici, cartoncini colorati, scotch e qualche sassolino.

Ecco il nostro capolavoro

Il mare è verdino dove l’acqua è bassa e blu dove è alta.

Il fatto che avessi finito il cartoncino chiaro non c’entra nulla, l’effetto è voluto, certo.

Il marrone è il terreno dove è piantata la tenda e il giallino è la sabbia.

Ho scattato delle foto di particolari

Per cena ci si cucina un bell’uovo al tegamino sul fornello da campeggio.

Poi tutti a dormire nella tenda.

Bisogna essere in forma per la gita in gommone.

I passatempi non mancano: c’è chi si fa i selfie con il bastone, chi fa foto, chi osserva con il binocolo, chi fa l’arrampicata e chi fa acrobazie con moto da cross.

Bellissima la famiglia con il bebè portato nel marsupio dal papà e la mamma con il biberon.

Insomma, in qualche modo me la sono cavata.

A presto!

Cucù, dove sono le palline?

Stamattina Amelia ha compiuto il solito giro tra gli scaffali dedicati ai suoi giochi, di cui ho parlato qui.

Ultimamente si sta esercitando molto a rimanere in piedi senza appoggio e mi sta più vicina del solito.

Ancora assaggia tutto ciò che le capita a tiro, ma è anche incuriosita da altri tipi di attività.

Come sappiamo, il gioco per i bambini è una questione seria, che serve a svilupparsi e a crescere.

Ultimamente abbiamo provato una versione alternativa del gioco del cucù.

Ho preso tre palline colorate

Le ho mostrato che le nascondevo sotto la copertina e ho aspettato la sua reazione.

Dove sono le palline? Andiamo a cercarle!

Trovate! Dall’espressione soddisfatta sembra fiera di se stessa.

A cosa serve questo gioco?

Nel libro Abbiamo un bambino. Guida per i nuovi genitori di Grazia Honegger Fresco e Tiziana Valpianaia si parla del gioco del nascondersi e riapparire, quindi il nascondersi della mamma dietro un telo o di un oggetto e la loro ricomparsa.

È spiegato:

Questi giochi suscitano e rafforzano la fiducia che il bambino ripone nell’adulto e aiutano il piccolo nell’elaborazione di un primo pensiero astratto: la mamma continua ad esistere anche mentre io non la vedo e poi ritorna… la mamma, quando esce… torna sempre!

Anche se un oggetto non si vede, esso continua ad esistere.

 

Il papà ha trovato un altro giochino divertente.

Oggi hanno giocato a carte

– Amelia, scegli una carta.

E quando lei la prende, il papà esclama: – eeeeh!

Non so quale competenza sviluppi questo gioco sciocchino, ma Amelia si diverte molto!

A presto!

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Nevica! Andiamo a giocare.

Quest’inverno da noi la neve è scesa per ben due volte, per la gioia di Marcello, ma anche per la meraviglia di Amelia, che non l’aveva mai vista.

Oltre alla solita battaglia a palle di neve e all’immancabile pupazzo, questa volta ci siamo messi a colorare.

Verso il tramonto, abbiamo posizionato i nostri colori.

Abbiamo iniziato a colorare la neve

Abbiamo scritto le nostre iniziali

E dopo un’ultima battaglia a palle di neve, a casa ci siamo fatti un bel bagno caldo. Non abbiamo la vasca, ma la doccia è abbastanza ampia per la nostra conca gigante!

Vi saluto e auguro un anno di divertimento a tutti i bimbi!

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Strategie anti-ansia per bambini spaventati

Poco prima dei 5 anni di Marcello abbiamo avuto un periodo molto difficile. Il terremoto ha reso la nostra casa inagibile e di conseguenza abbiamo cambiato abitazione. Sembra che il trasloco sia una tra le cause di stress più grandi per un bambino. Marcello ha risentito molto di tutto questo.

Grazie all’aiuto di una psicologa abbiamo attuato varie strategie per gestire l’ansia che hanno avuto dei riscontri molto positivi.

In questo articolo descrivo qualche strategia che abbiamo adottato gradualmente, inserendone una nuova ogni settimana, sperando che possa essere di aiuto a qualcuno.

La scodella anti-paure

Questo è il nome che Marcello ha voluto assegnare ad una semplice scatola dove abbiamo inserito ciò che lo tranquillizzava quando aveva gli attacchi d’ansia.

All’inizio c’erano pochi oggetti. Nel tempo se ne sono aggiunti altri.

Ogni volta che si presentava un attacco d’ansia invitavo Marcello ad utilizzare questa scodella, in modo da gestirsi in modo autonomo. Credo che questo lo abbia reso più sicuro.

A volte è stato sufficiente mettere la scodella anti-paura in camera per calmarsi.

Prima settimana

Marcello ha scelto di inserire:

– il suo Jutsu. Noi siamo una famiglia di buddisti e a Marcello rilassa molto il suono della nostra preghiera.

Il Jutsu è un oggetto che si tiene tra le dita e si usa per favorire la concentrazione.

Marcello lo ha voluto mettere nella scodella ad indicare la preghiera.

– Una mano artigliata

– Un foglietto con disegnate delle note musicali, per indicare una canzone che mi chiedeva di cantare quando era agitato.

Seconda settimana

Marcello ha imparato a respirare lentamente con la pancia.

Come si fa un respiro profondo?

  • Mettersi in una posizione comoda. Muovere braccia e gambe per sciogliere i muscoli. Chiudere gli occhi.

  • Fare entrare l’aria attraverso il naso e contare fino a tre.

  • Far uscire lentamente l’aria mentre si conta fino a tre.

  • Fare ancora un respiro lento appoggiando la mano sulla pancia e sentendo come si gonfia e si sgonfia.

  • Ripetere alcune volte.

Per indicare il movimento del respiro la psicologa ci ha mostrato la sfera di Hoberman, che si allarga e si restringe.

 

La sfera è stata aggiunta alla scodella.

Quando si presentava un attacco d’ansia invitavo Marcello a prendere la sfera e a respirare profondamente.

Terza settimana

Impariamo ancora a respirare, questa volta con il disegno di una stella. Qui potete scaricare il PDF.

 

 

Con l’indice si segue un lato della stella e contemporaneamente si fa entrare aria. Aspettiamo tre secondi. Continuiamo a percorrere con il dito la stella e buttiamo fuori l’aria. Aspettiamo tre secondi e ricominciamo fino a tracciare tutta la stella.

Abbiamo aggiunto il disegno di una stella alla scodella.

Quarta settimana

Questa strategia l’abbiamo sfruttata spesso. Si tratta di fare delle domande che coinvolgono i sensi, quindi il bambino per rispondere deve necessariamente concentrarsi sul qui e ora e la mente viene distolta da generici pensieri ansiogeni.

Ecco le domande

– dimmi 5 oggetti che stai vedendo

– dimmi 4 cose che stai toccando. Es. se sta nel letto girato di fianco potrebbe toccare il letto con il fianco, il cuscino con la testa, il gomito con la guancia, la caviglia con la gamba.

– dimmi 3 suoni che stai ascoltando

– dimmi 2 odori che senti

– dimmi 1 sapore che senti in bocca

Quinta settimana

Abbiamo aggiunto la pallina antistress. Anche questa pallina è stata usata spesso. Attenzione ad usarla nel letto perché… potrebbe rompersi e non è piacevole ritrovarsi con le lenzuola piene di farina

Come si prepara la pallina antistress

Con una mano si tiene aperto il foro di un palloncino. Con l’altra si riempie di farina aiutandosi con un cucchiaino.

Quando arrivava l’ansia Marcello spesso la prendeva e la maneggiava per scaricarsi.

A questo proposito lui usava anche tantissimo la sabbia cinetica. Ci ha giocato quasi ogni giorno per diversi mesi e la consiglio vivamente anche quando non sussistono condizioni d’ansia perché è un gioco molto rilassante.

Sesta settimana

Grazie ai dialoghi con la psicologa e alle tecniche apprese c’è stato un notevole miglioramento tutto sommato in poco tempo.

Abbiamo continuato a riempire la nostra scodella.

Questa volta abbiamo aggiunto la bottiglia della calma. In realtà non ha avuto molto successo.

Apro una parentesi. La bottiglia della calma non è montessoriana, non si trova in nessun libro della Montessori. Si sa che in rete la definiscono bottiglia della calma montessoriana, ma è un informazione sbagliata che si perpetua di blog in blog. Chiudo la parentesi.

Abbiamo inserito anche le bolle di sapone. Quando si soffiano le bolle è come fare esercizio di respirazione, ma nello stesso tempo si gioca!

Settima settimana

Marcello ha imparato degli esercizi di yoga. In realtà non hanno sortito molto successo. Marcello si è rifiutato di ripeterli a casa e io li ho dimenticati.

Abbiamo imparato però la mossa del taglialegna, che agli occhi di un bambino risulta più stuzzicante.

Mossa del taglialegna

Braccia tese sopra la testa e mani unite sopra la testa, palmo contro palmo.

Con uno scatto veloce piegarsi portando le mani tra i piedi e urlando “Hà!” con l’acca aspirata, come a voler tagliare un ceppo di legno con tutta la forza. Un bello sfogo.

Ottava settimana

Scrivere ogni sera il quaderno della felicità. Cosa ci è capitato di bello oggi? Scrivere e/o inserire foto di momenti belli per capire che nella vita ci sono anche momenti di gioia, non solo la paura.

Noi scrivevamo ogni sera le situazioni belle della giornata in piccoli fogli gialli, il suo colore preferito e poi li mettevamo in una bustina gialla trasparente.

Abbiamo aggiunto alla scodella un mantello da supereroe, perché siamo coraggiosi!

Consigli finali

Ascoltare musica, giocare all’aria aperta, disegnare, fare sport.

Alla fine del percorso Marcello ha ricevuto il diploma di coraggio con due frasi da ricordare.

Spero che questi spunti possano esservi utili. In questo articolo, che avevo scritto tempo fa, trovate ulteriori strategie.

A presto!

Lo scaffale di Amelia: i suoi interessi a 10 mesi

L’ultima volta che ho scritto di Amelia, lei aveva appena tre mesi. Il tempo è trascorso velocemente e nel frattempo ci sono stati grandi cambiamenti.

Adesso Amelia ha uno scaffale dedicato a lei. Ancora non è in grado di utilizzare tutti i suoi giochi per lo scopo per cui sono stati creati, ma ne fa un buon uso alternativo (cioè svuota le ceste).

Reparto musica

In questo reparto ho inserito una cesta con oggetti sonori, tra cui qualche fai-da-te.

L’oggetto che attira di più Amelia è il flauto. Le piace molto perché ha imparato a suonarlo!

Ho inserito solo il pezzo iniziale del flauto, in modo che possa maneggiarlo con le sue manine. Un giorno casualmente ci ha soffiato dentro e ha prodotto il suono. Allora ho pensato di sfruttare il principio per cui il bambino impara per imitazione: mi sono seduta accanto a lei, che aveva in mano il flauto e ho iniziato a soffiare nel vuoto.

Non ci credevo molto, ma sbagliavo. Amelia ha capito subito e ha imitato il mio gesto con il flauto in bocca e da lì in poi ha imparato suonando più volte.

Lista completa degli strumenti musicali di Amelia

  • Bottigliette sonore: sono due bottigliette chiuse molto bene. In una ho messo qualche sassolino e nell’altra dei fagioli secchi. Se vengono messe a disposizione bisogna assicurarsi che il tappo sia ben incollato o chiuso con dello scotch.

  • Sonaglio creato dal fratello, che ha notato che il tappo di un biberon, che ormai non usiamo più, si adatta con precisione al coperchio di un barattolo di miele. Ci ha messo dentro dei fagioli, ed ecco pronto un nuovo strumento musicale.

  • Due sonagli, uno di stoffa e uno di plastica.

  • Il flauto

Reparto foto e varie

Qui ho inserito:

– Cestino con foto

Per preparare questo cestino ho costretto i miei parenti a mandarmi dei selfie, ne ho fatto fare delle stampe 14,5 x 14,5 cm e fatto plastificare con la soft touch in questa copisteria.

Ogni tanto mostro le foto ad Amelia e pronuncio il nome corrispondente. Lei ancora a volte le assaggia, ma inizia a guardarle interessata mentre mi ascolta.

– La logistecca

Era un gioco di Marcello di quando aveva circa due anni. È una sorta di puzzle fatto di dischi impilabili con il controllo dell’errore in quanto il disco sbagliato non si infila. Per ora Amelia lo prende e esamina i dischetti.

– Il gioco del martello

È il classico gioco dove si martellano dei pioli colorati. Al momento non le interessa e l’ho lasciato dietro.

Reparto palline e varie

Qui abbiamo

  • Un altro gioco del martello ma con le palline. Queste ultime piacciono molto ad Amelia. Le prende, le sfuggono, le insegue.

  • Puzzle in legno con orsetto da vestire, ricevuto in regalo da una zia. Ogni giorno svuota la scatolina e si porta in giro qualche pezzo. Oppure rimetto a posto i pezzetti con lei vicina per farle vedere come si fa e lei li tira di nuovo fuori.

  • Un domino di legno di Marcello, meno interessante del puzzle, ma se non trova di meglio Amelia svuota anche la sua scatola.

Reparto libri

In questo scaffale ho messo alcuni libri a disposizione. Ad Amelia piace quando le leggo e qualsiasi libro le va bene, ma ultimamente ho notato una preferenza verso alcuni libri

Questi librotti la attraggono perché sono di dimensioni molto piccole e facili da maneggiare. Il cofanetto contiene sei minilibri cartonati.

  • Il libro tattile Gli animali preistorici

Le interessa toccare con il ditino le pagine che hanno vari elementi tattili

È molto carino e nell’ultima pagina può specchiarsi.

Altri passatempi

Lo scaffale della frutta è il preferito di Amelia, con mandarini, arance e qualche limone profumato. Se mi serve della frutta cerco direttamente sotto al divano che sta lì vicino e qualcosa trovo sempre.

Anche camminare trascinati dalla conca è divertente

Amelia da un po’ ha la smania di strappare.

Come passatempo le metto a disposizione della carta da strappare.

In alternativa le tengo fermo un giochino di stoffa che avevo comprato per Marcello quando era piccolino, dove si attaccano delle figure con il velcro.

Lei non sa attaccarle, ma ha un’espressione molto soddisfatta quando le stacca con tutta la forza.

A modo suo mi aiuta con il bucato

Ultimamente trascura la tavola multiattività costruita con tanto amore dal papà.

Poi le piacciono le passeggiate, stare vicina al fratello o in braccio al papà e fare tanto movimento. Osserva tutto e studia il mondo. Sta crescendo molto in fretta!

A presto!


La capacità di stima: un gioco per allenarla

Questo semplice gioco da fare con i bambini è di sicuro successo, perché mette in campo varie capacità, tra cui la destrezza e la capacità di stima.

La capacità di stima permette di prevedere la posizione di un oggetto in base alla velocità e alla distanza ed è considerata un’importante abilità cognitiva.

Grazie alla capacità di stima siamo in grado di fare un sorpasso con l’auto, di prendere la palla che ci viene lanciata, di muoverci in mezzo alla folla senza scontrarci.

Come tutte le abilità cognitive la capacità di stima può essere allenata.

Come si svolge il gioco?

È semplicissimo. Il gioco è nato spontaneamente mentre Amelia era concentrata a sostenere prove di equilibrio per imparare a tenersi senza appoggio e Marcello stava correndo per fatti suoi intorno al tavolo da pranzo.

Mi sono posizionata tra tavolo e cucina e ho iniziato a piegarmi e rialzarmi con le mani unite sopra la testa, in moto costante. Il movimento ricordava un po’ il drinking bird di Homer Simpson!

 

 

Marcello ha capito subito: se fosse passato senza valutare correttamente quando mi sarei abbassata, si sarebbe preso una “botta” in testa. Leggera certo, ma vuoi mettere riuscire a passare senza essere neanche sfiorati?

Questo gioco è piaciuto moltissimo a Marcello, che non smetteva più di passare e ripassare, mentre Amelia allungava il collo interessata per osservarci da lontano.

 

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La sopraffusione e l’esperimento del ghiaccio che si forma in un secondo.

L’acqua sopraffusa (supercooler water) è il fenomeno per cui l’acqua rimane liquida sotto la temperatura di 0ºC.

Avrei voluto conoscere questo fenomeno nel periodo Frozen di Marcello, qualche anno fa, perché ci ha fornito l’occasione di fare un esperimento con il ghiaccio facilissimo da preparare.

L’esperimento

Abbiamo posizionato una bottiglietta d’acqua di rubinetto in orizzontale nel congelatore. Non credo che la posizione incidi sul risultato, semplicemente la bottiglia non entrava in verticale nel mio freezer! In questo caso abbiamo riempito la bottiglia per metà. Negli esperimenti successivi abbiamo riempito quasi per intero la bottiglia (lasciando un po’ di margine perché il ghiaccio aumenta il volume dell’acqua) e il risultato è stato più visibile.

Abbiamo aspettato circa 3 ore.

❄️fase delicata❄️

Abbiamo estratto dal frigo la bottiglietta molto lentamente e cercando di evitare movimenti bruschi.

Abbiamo osservato che l’acqua era ancora allo stato liquido.

 

Eppure sotto la temperatura di 0 ºC l’acqua dovrebbe passare dallo stato liquido allo stato solido.

Questo è vero, ma in natura si osserva che se l’acqua è pura e in uno stato di quiete, le molecole non riescono a organizzarsi per formare un cristallo. È un fenomeno che si può verificare con temperature fino ad un massimo di -40 ºC , dopodiché l’acqua necessariamente gela.

A questo punto Marcello ha scosso la bottiglia interrompendo lo stato di quiete dell’acqua.

In un secondo si è formato del ghiaccio!

L’esperimento è riuscito, il ghiaccio si è formato in un secondo, ma non essendo pienamente soddisfatta ho ripetuto l’esperimento. Non l’ho documentato con foto, ma guardando questo video trovato in rete, il risultato che alla fine ho ottenuto risulta più chiaro.

Alla sopraffusione è legato un fenomeno atmosferico chiamato gelicidio.

Questo fenomeno si verifica quando dalle nuvole scende acqua sopraffusa, quindi con temperatura inferiore a 0ºC, ma liquida.

Quando l’acqua tocca il suolo, anch’esso freddo, si cristallizza all’istante formando una lastra liscia, aderente e scivolosa.

 

Quando si forma questa lastra, chiamata non a caso ghiaccio vetrone, bisogna stare molto attenti ad evitare incidenti.

Una curiosità

Il gelicidio può creare problemi agli aerei in volo. Nella meteorologia aeronautica l’icing  in volo nelle nubi (contaminazione da ghiaccio) è considerato un fenomeno pericoloso tra 0ºC e -10ºC, poiché la formazione di ghiaccio vetrone sull’aereo può provocare varie difficoltà, tra cui problemi di visibilità, comunicazioni e potenza dei motori.

Spero che questo esperimento vi sia piaciuto. Alla prossima avventura!

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La settimana del Black Friday 2018 è ancora in corso fino a domenica 25  novembre. Approfittane!

Esperimento di botanica: la pigna che si chiude, la pigna che si apre.

Mentre passeggiavo per la campagna con Amelia ho visto delle pigne cadute dall’albero e mi è tornato alla mente un ricordo. Un giorno parlando con una mia conoscente venne fuori che lei da piccola si divertiva a far chiudere le pigne.

Marcello ama gli esperimenti e ho colto l’occasione per prepararne uno insieme: far chiudere una pigna!

Questa era la nostra pigna prima dell’esperimento

Abbiamo immerso la pigna aperta in una ciotola d’acqua e abbiamo aspettato qualche ora.

Funzionerà l’esperimento?

Sì!!!

Abbiamo scoperto che le pigne si chiudono in condizioni di umidità.

Cosa succede invece se la temperatura è secca?

Facciamo l’esperimento opposto.

Questa pigna era chiusa quando l’ho raccolta

L’ho lasciata sul tavolo della cucina per una notte.

Il giorno dopo era così:

Qual é il meccanismo di apertura e chiusura delle pigne?

Le cellule delle pigne cadute dall’albero sono morte. Per questo si è concluso che l’azione che fa chiudere le pigne in condizioni di umidità è meccanica. Le scaglie esterne dirigono l’acqua fino alla parte interna della pigna, la cui risposta fa chiudere la pigna prima che si inzuppi. Questo meccanismo assicura che i semi vengano preservati finché non si verifichino le condizioni migliori per disperdersi, cioè in condizioni di secchezza, quando la pigna si apre.

Trovo molto bello questo filmato time lapse che mostra in dettaglio la pigna che si chiude.

A Marcello è piaciuto molto questo esperimento.

A presto!

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La settimana del Black Friday 2018 inizia lunedì 19 novembre. Approfittane!

Il nostro Agamograph delle 4 stagioni – Tutorial e PDF

L’ Agamograph è un disegno tridimensionale che assume un aspetto diverso a seconda di dove lo si guardi.

Questa tecnica prende il nome dall’artista israeliano Yaacov Agam, uno dei maggiori esponenti dell’arte cinetica e dell’ Op art (Optical art), un movimento di arte astratta nato negli anni ’60.

Un Agamograph si rivela utile quando si vuole rendere l’immagine del cambiamento.

Nella figura sotto mostro un esempio del passaggio dall’autunno all’inverno.

Da un lato vediamo l’autunno:

Spostandoci dall’altro lato vediamo l’inverno:

Come si realizza un Agamograph

Noi abbiamo realizzato le quattro stagioni.

Ho messo a disposizione qui il PDF.

Fronte:

Retro:

Se preferite le quattro stagioni in un solo Agamograph, fate una stampa fronte/retro delle due immagini del PDF.

Ora possiamo realizzarlo

Basta piegate il foglio a fisarmonica seguendo le linee verticali.

Già fatto!

Da un lato vediamo l’estate:

Dall’altro vediamo la primavera:

Girando il foglio avremo l’autunno e l’inverno, che abbiamo già visto sopra.

Come costruire un Agamograph da zero

Se volete costruire un Agamograph interamente fatto da voi, vi occorreranno due fogli A4.

– Piegate in due un foglio A4 dal lato corto. Disegnate due immagini, uno a sinistra e una a destra del foglio.

– Tagliate a metà il foglio A4 con le vostre immagini, così che risulteranno due disegni separati.

– Piegate a metà ogni foglio per due volte. Si formano così quattro strisce uguali per ogni foglio.

– Tagliatele lungo la linea delle pieghe. Avrete 8 striscioline in tutto.

– Nel retro numerate ogni striscia da 1 a 4 in tutti e due i disegni.

– Prendete un foglio A4 e piegatelo in 8 parti uguali, tipo fisarmonica, prima a metà, poi a metà della metà, ecc…

– Ora si tratta di incollare con la colla stick le strisce dei due disegni in maniera alternata nel foglio.

– Piegate a fisarmonica e osservate il risultato.

Avete creato il vostro Agamograph.

Provate ad osservare la vostra opera da destra e poi da sinistra e vedrete che le immagini cambiano aspetto.

Ho trovato Questo Agamograph in rete  molto suggestivo.

Spero che il tutorial vi sia piaciuto.

Buon divertimento con l’arte!

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