La ricetta segreta dei tagliolini al cioccolato

Questa ricetta golosa è stata messa a punto da Marcello in uno dei suoi momenti di creatività.

Avevo aperto uno sportello in cucina e lui aveva avvistato la macchina per fare la pasta in alto sul pensile.

Mamma, che cos’è quella? Me la passi?

Dopo un po’ lo vedo trafficare con la macchina, prendere il pane da tramezzini in frigo e fare questo.

Le foto le ho scattate oggi grazie alla gentile concessione di Marcello di ripetere la ricetta per il blog.

– Potremmo metterlo nella cioccolata calda.

Certo!

Abbiamo scaldato una tazzina di latte al microonde e aggiunto due cucchiaini di crema al cioccolato.

Abbiamo mescolato e abbiamo aggiunto i tramezzini ridotti a forma di tagliolini.

I nostri tagliolini al cioccolato sono pronti.

Buon appetito!

  

Una nuova palestra

Verso i 9 mesi Amelia aveva imparato a sollevarsi da sola e le avevo preparato questa sorta di palestra dove poteva allenarsi, che aveva apprezzato molto.

Qualche settimana fa aveva imparato a salire e scendere da un gradino e le avevo messo a disposizione uno scatolone che ha usato spesso.

Ora ha 1 anno e avendo osservato che cerca spesso di arrampicarsi le ho preparato una nuova elegante palestra.

Questa palestra consiste in una conca, 3 cuscini e un divano.

Io tengo ferma la conca e controllo che Amelia non si faccia male, mentre lei sale velocemente. Anche se ancora deve prendere bene le misure, è riuscita a salire più volte sul divano e poi a ridiscendere.

Quest’attività, forse perché giunta al momento giusto, le è piaciuta moltissimo!

A presto.

Elastici colorati per la manualità fine

Qualche giorno fa ho trovato Amelia intenta a togliere i resti della carta igienica finita, che di solito rimangono attaccati al rotolo.

Concentratissima.

Ho notato che cerca di fare azioni che richiedono lo sviluppo della mano, come mettersi i calzini, vestirsi appoggiando le sue magliette sulla testa, nascondersi sotto un asciugamano per fare il gioco del cucù.

Allora mi sono ricordata di un’attività che ho visto spesso in Pinterest.

Sfilare gli elastici

 

Ho usato la logistecca di Marcello, ma si possono usare altri oggetti, come un rotolo rigido della carta da cucina, un barattolo di latta, una scatola di cartone stretta, un piccolo mattarello.

Ho inserito gli elastici e ho mostrato lentamente ad Amelia come sfilarli.

 

Questo gioco le è piaciuto e ogni tanto lo ripropongo per passare un po’ di tempo, essendo molto veloce da preparare.

E tengo da parte i rotoli di carta igienica che rimangono il suo gioco preferito!

A presto.

Un gioco per imparare regioni e capoluoghi italiani – pdf cartine

Da qualche tempo Marcello si è appassionato alla geografia e riempie il papà di domande su Stati, lingue, dialetti e capoluoghi.

Così ho pensato di preparargli una sorpresa.

Il gioco comprende 4 cartine dell’Italia in formato A3.

Ognuna di esse contiene dettagli diversi.

  • Suddivisione in regioni vuote PDF

  • Suddivisione con il nome delle regioni PDF

  • Suddivisione con il nome dei capoluoghi PDF

  • Suddivisione con il nome delle province PDF

Ho plastificato le cartine e le ho appese al muro con patafix, una gomma adesiva che si può rimuovere facilmente e che non lascia tracce.

Ho creato dei cartellini plastificati con i nomi delle regioni e dei capoluoghi. Li potete scaricare qui.

A questo punto basta un po’ di patafix dietro i cartellini e il gioco ha inizio.

Nella cartina vuota inseriamo i cartellini con i capoluoghi.

Nella cartina con i capoluoghi mettiamo i cartellini con le regioni.

Le altre due cartine servono da riferimento

Marcello si è molto divertito a riempire le cartine! 

Per chi ama la geografia al link The true size of troverete una vera chicca. Le cartine geografiche non riescono a rappresentare le dimensioni reali degli Stati. Qui potrete confrontarli sovrapponendoli tra loro e scoprire i reali rapporti di grandezza.

Per quanto riguarda la lettura, un libro interessante, che Marcello sfoglia spesso,  è Mappe. Un atlante per viaggiare tra terra, mari e culture del mondo.

Spero che questo articolo possa esservi utile. A presto!

 

 

Premi e colora senza sporcare

Di attività ad alto tasso di sporchevolezza, soprattutto in tempi di trasloco, se ne può fare a meno.

Mi piaceva però l’idea di fare conoscere i colori ad Amelia. Come fare? Semplice.

Servono una busta di plastica, tempere o colla glitter, un foglietto di carta e dello scotch.

Non avendo tempere in casa, ho usato la colla glitter. Marcello ha spruzzato tante macchiette dense di colla per tutto il foglietto. Ho inserito quest’ultimo in una busta di plastica e ho sigillato tutto.

Poi l’ho fermato sul tavolo con del nastro adesivo in carta, facile da rimuovere.

Marcello ha mostrato ad Amelia come si colora

Amelia ha imparato subito

Ma, come spesso accade, ha optato per una versione più ricreativa del gioco: rimuovere la busta.

Meglio cambiare attività

Staccare lo scotch è più divertente!

Buon divertimento!

Come aiutare una bambina di un anno a sfogliare libri in autonomia

Di solito nel silenzio della mattina io e Amelia leggiamo qualche libriccino. Al momento lei ama i libri tattili. Io mi metto al suo fianco e leggo e sfoglio le pagine e Amelia tocca i rilievi creati con materiali diversi.

Qualche tempo fa ero capitata in un blog dove una mamma aveva avuto un’idea geniale. Aveva trovato un modo per tenere sollevate le pagine. In questo modo il suo bimbo poteva inserire le dita tra una pagina e l’altra e sfogliare il libro da solo. Non ricordo quale spessore avesse usato, ma ciò che mi convinceva poco è che l’oggetto andasse incollato al libro.

Ho voluto provare anche io, ma con uno spessore removibile: le mollette del bucato.

Le mollette funzionano, perché Amelia è portata ad afferrarle e così facendo le pagine si sollevano. Da lì a voltarle è un attimo.

Buona lettura!

Finalmente a casa

A due anni dal terremoto possiamo finalmente rientrare in casa. Insieme a noi, pochissime altre famiglie. La nostra città è ancora spopolata, molti negozi ormai hanno chiuso i battenti e diverse attività sono a rischio.

Nel tornare sento un misto di felicità, senso di perdita e stress da trasloco.

Ma in mezzo a tutto il caos dei mobili da trasportare e rimontare, polvere, fogli di carta, scotch da pacchi e agitazione dei bambini, Amelia ha imparato qualcosa di nuovo.

Per la prima volta è scesa da un gradino!

Quando ha adocchiato lo scatolone, la prima cosa che ha voluto fare è stato salirci, rimanere allegramente lì sopra per un po’ e poi provare a scendere. E c’è riuscita.

Perché non ci ho pensato prima!

Avevo letto da qualche parte, probabilmente in un libro di Grazia Honegger Fresco, di una scatola-gradino che poteva essere costruita con del compensato e che, lasciata a disposizione, avrebbe permesso ai piccoli bambini di esercitare le abilità grosso motorie (senza interferenze da parte dell’adulto).

A suo tempo erano state sufficienti le parole costruire e compensato a farmi chiudere il cervello.

In realtà bastava uno scatolone del supermercato riempito con qualcosa in modo da reggere il peso del bambino.

Qui trovate una spiegazione di come costruire la vera scatola in compensato e come proporla.

Buon allenamento ai piccoli bimbi!

Un’attività rilassante

C’è un gioco che Marcello rispolvera periodicamente da quando aveva due anni.

Da piccolo lo definiva cucinare ora il nome è fare gli esperimenti, in entrambi i casi alla fine c’è sempre da pulire!

Occorrono alcuni ingredienti base:

acqua, spezie scadute, buccia di mandarino, fecola di patate, colori alimentari, farina gialla.

Vanno bene anche sassolini, avanzi di pranzo, scarti di cibo, foglie.

Indispensabili un barattolo di vetro e un cucchiaino.

Si mettono vari ingredienti nel barattolo e si mescola.

Ecco il risultato

Marcello si rilassa molto con questa attività e gli piace osservare come si colora l’acqua a seconda degli ingredienti. È un’attività molto semplice e distensiva!

Buon divertimento a tutti!

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Lego city, costruiamo lo scenario.

Marcello per il suo compleanno ha ricevuto dai suoi amici il play-set Lego City – Avventure all’aria aperta.

Quando ha visto la scatola è stato particolarmente contento perché contiene moltissimi personaggi.

Dopo averli costruiti, mi ha chiesto di giocare con lui.

Beh, diciamolo, io non ho la voglia né la fantasia di fare interagire i personaggi. Per salvarmi dalla situazione ho proposto di allestire una scena dove inserirli, per poi sgattaiolare via allontanarmi discretamente una volta accesa in lui la fiamma del gioco.

Ho usato: forbici, cartoncini colorati, scotch e qualche sassolino.

Ecco il nostro capolavoro

Il mare è verdino dove l’acqua è bassa e blu dove è alta.

Il fatto che avessi finito il cartoncino chiaro non c’entra nulla, l’effetto è voluto, certo.

Il marrone è il terreno dove è piantata la tenda e il giallino è la sabbia.

Ho scattato delle foto di particolari

Per cena ci si cucina un bell’uovo al tegamino sul fornello da campeggio.

Poi tutti a dormire nella tenda.

Bisogna essere in forma per la gita in gommone.

I passatempi non mancano: c’è chi si fa i selfie con il bastone, chi fa foto, chi osserva con il binocolo, chi fa l’arrampicata e chi fa acrobazie con moto da cross.

Bellissima la famiglia con il bebè portato nel marsupio dal papà e la mamma con il biberon.

Insomma, in qualche modo me la sono cavata.

A presto!

Cucù, dove sono le palline?

Stamattina Amelia ha compiuto il solito giro tra gli scaffali dedicati ai suoi giochi, di cui ho parlato qui.

Ultimamente si sta esercitando molto a rimanere in piedi senza appoggio e mi sta più vicina del solito.

Ancora assaggia tutto ciò che le capita a tiro, ma è anche incuriosita da altri tipi di attività.

Come sappiamo, il gioco per i bambini è una questione seria, che serve a svilupparsi e a crescere.

Ultimamente abbiamo provato una versione alternativa del gioco del cucù.

Ho preso tre palline colorate

Le ho mostrato che le nascondevo sotto la copertina e ho aspettato la sua reazione.

Dove sono le palline? Andiamo a cercarle!

Trovate! Dall’espressione soddisfatta sembra fiera di se stessa.

A cosa serve questo gioco?

Nel libro Abbiamo un bambino. Guida per i nuovi genitori di Grazia Honegger Fresco e Tiziana Valpianaia si parla del gioco del nascondersi e riapparire, quindi il nascondersi della mamma dietro un telo o di un oggetto e la loro ricomparsa.

È spiegato:

Questi giochi suscitano e rafforzano la fiducia che il bambino ripone nell’adulto e aiutano il piccolo nell’elaborazione di un primo pensiero astratto: la mamma continua ad esistere anche mentre io non la vedo e poi ritorna… la mamma, quando esce… torna sempre!

Anche se un oggetto non si vede, esso continua ad esistere.

 

Il papà ha trovato un altro giochino divertente.

Oggi hanno giocato a carte

– Amelia, scegli una carta.

E quando lei la prende, il papà esclama: – eeeeh!

Non so quale competenza sviluppi questo gioco sciocchino, ma Amelia si diverte molto!

A presto!

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