Strategie anti-ansia per bambini spaventati

Poco prima dei 5 anni di Marcello abbiamo avuto un periodo molto difficile. Il terremoto ha reso la nostra casa inagibile e di conseguenza abbiamo cambiato abitazione. Sembra che il trasloco sia una tra le cause di stress più grandi per un bambino. Marcello ha risentito molto di tutto questo.

Grazie all’aiuto di una psicologa abbiamo attuato varie strategie per gestire l’ansia che hanno avuto dei riscontri molto positivi.

In questo articolo descrivo qualche strategia che abbiamo adottato gradualmente, inserendone una nuova ogni settimana, sperando che possa essere di aiuto a qualcuno.

La scodella anti-paure

Questo è il nome che Marcello ha voluto assegnare ad una semplice scatola dove abbiamo inserito ciò che lo tranquillizzava quando aveva gli attacchi d’ansia.

All’inizio c’erano pochi oggetti. Nel tempo se ne sono aggiunti altri.

Ogni volta che si presentava un attacco d’ansia invitavo Marcello ad utilizzare questa scodella, in modo da gestirsi in modo autonomo. Credo che questo lo abbia reso più sicuro.

A volte è stato sufficiente mettere la scodella anti-paura in camera per calmarsi.

Prima settimana

Marcello ha scelto di inserire:

– il suo Jutsu. Noi siamo una famiglia di buddisti e a Marcello rilassa molto il suono della nostra preghiera.

Il Jutsu è un oggetto che si tiene tra le dita e si usa per favorire la concentrazione.

Marcello lo ha voluto mettere nella scodella ad indicare la preghiera.

– Una mano artigliata

– Un foglietto con disegnate delle note musicali, per indicare una canzone che mi chiedeva di cantare quando era agitato.

Seconda settimana

Marcello ha imparato a respirare lentamente con la pancia.

Come si fa un respiro profondo?

  • Mettersi in una posizione comoda. Muovere braccia e gambe per sciogliere i muscoli. Chiudere gli occhi.

  • Fare entrare l’aria attraverso il naso e contare fino a tre.

  • Far uscire lentamente l’aria mentre si conta fino a tre.

  • Fare ancora un respiro lento appoggiando la mano sulla pancia e sentendo come si gonfia e si sgonfia.

  • Ripetere alcune volte.

Per indicare il movimento del respiro la psicologa ci ha mostrato la sfera di Hoberman, che si allarga e si restringe.

 

La sfera è stata aggiunta alla scodella.

Quando si presentava un attacco d’ansia invitavo Marcello a prendere la sfera e a respirare profondamente.

Terza settimana

Impariamo ancora a respirare, questa volta con il disegno di una stella. Qui potete scaricare il PDF.

 

 

Con l’indice si segue un lato della stella e contemporaneamente si fa entrare aria. Aspettiamo tre secondi. Continuiamo a percorrere con il dito la stella e buttiamo fuori l’aria. Aspettiamo tre secondi e ricominciamo fino a tracciare tutta la stella.

Abbiamo aggiunto il disegno di una stella alla scodella.

Quarta settimana

Questa strategia l’abbiamo sfruttata spesso. Si tratta di fare delle domande che coinvolgono i sensi, quindi il bambino per rispondere deve necessariamente concentrarsi sul qui e ora e la mente viene distolta da generici pensieri ansiogeni.

Ecco le domande

– dimmi 5 oggetti che stai vedendo

– dimmi 4 cose che stai toccando. Es. se sta nel letto girato di fianco potrebbe toccare il letto con il fianco, il cuscino con la testa, il gomito con la guancia, la caviglia con la gamba.

– dimmi 3 suoni che stai ascoltando

– dimmi 2 odori che senti

– dimmi 1 sapore che senti in bocca

Quinta settimana

Abbiamo aggiunto la pallina antistress. Anche questa pallina è stata usata spesso. Attenzione ad usarla nel letto perché… potrebbe rompersi e non è piacevole ritrovarsi con le lenzuola piene di farina

Come si prepara la pallina antistress

Con una mano si tiene aperto il foro di un palloncino. Con l’altra si riempie di farina aiutandosi con un cucchiaino.

Quando arrivava l’ansia Marcello spesso la prendeva e la maneggiava per scaricarsi.

A questo proposito lui usava anche tantissimo la sabbia cinetica. Ci ha giocato quasi ogni giorno per diversi mesi e la consiglio vivamente anche quando non sussistono condizioni d’ansia perché è un gioco molto rilassante.

Sesta settimana

Grazie ai dialoghi con la psicologa e alle tecniche apprese c’è stato un notevole miglioramento tutto sommato in poco tempo.

Abbiamo continuato a riempire la nostra scodella.

Questa volta abbiamo aggiunto la bottiglia della calma. In realtà non ha avuto molto successo.

Apro una parentesi. La bottiglia della calma non è montessoriana, non si trova in nessun libro della Montessori. Si sa che in rete la definiscono bottiglia della calma montessoriana, ma è un informazione sbagliata che si perpetua di blog in blog. Chiudo la parentesi.

Abbiamo inserito anche le bolle di sapone. Quando si soffiano le bolle è come fare esercizio di respirazione, ma nello stesso tempo si gioca!

Settima settimana

Marcello ha imparato degli esercizi di yoga. In realtà non hanno sortito molto successo. Marcello si è rifiutato di ripeterli a casa e io li ho dimenticati.

Abbiamo imparato però la mossa del taglialegna, che agli occhi di un bambino risulta più stuzzicante.

Mossa del taglialegna

Braccia tese sopra la testa e mani unite sopra la testa, palmo contro palmo.

Con uno scatto veloce piegarsi portando le mani tra i piedi e urlando “Hà!” con l’acca aspirata, come a voler tagliare un ceppo di legno con tutta la forza. Un bello sfogo.

Ottava settimana

Scrivere ogni sera il quaderno della felicità. Cosa ci è capitato di bello oggi? Scrivere e/o inserire foto di momenti belli per capire che nella vita ci sono anche momenti di gioia, non solo la paura.

Noi scrivevamo ogni sera le situazioni belle della giornata in piccoli fogli gialli, il suo colore preferito e poi li mettevamo in una bustina gialla trasparente.

Abbiamo aggiunto alla scodella un mantello da supereroe, perché siamo coraggiosi!

Consigli finali

Ascoltare musica, giocare all’aria aperta, disegnare, fare sport.

Alla fine del percorso Marcello ha ricevuto il diploma di coraggio con due frasi da ricordare.

Spero che questi spunti possano esservi utili. In questo articolo, che avevo scritto tempo fa, trovate ulteriori strategie.

A presto!

Lo scaffale di Amelia: i suoi interessi a 10 mesi

L’ultima volta che ho scritto di Amelia, lei aveva appena tre mesi. Il tempo è trascorso velocemente e nel frattempo ci sono stati grandi cambiamenti.

Adesso Amelia ha uno scaffale dedicato a lei. Ancora non è in grado di utilizzare tutti i suoi giochi per lo scopo per cui sono stati creati, ma ne fa un buon uso alternativo (cioè svuota le ceste).

Reparto musica

In questo reparto ho inserito una cesta con oggetti sonori, tra cui qualche fai-da-te.

L’oggetto che attira di più Amelia è il flauto. Le piace molto perché ha imparato a suonarlo!

Ho inserito solo il pezzo iniziale del flauto, in modo che possa maneggiarlo con le sue manine. Un giorno casualmente ci ha soffiato dentro e ha prodotto il suono. Allora ho pensato di sfruttare il principio per cui il bambino impara per imitazione: mi sono seduta accanto a lei, che aveva in mano il flauto e ho iniziato a soffiare nel vuoto.

Non ci credevo molto, ma sbagliavo. Amelia ha capito subito e ha imitato il mio gesto con il flauto in bocca e da lì in poi ha imparato suonando più volte.

Lista completa degli strumenti musicali di Amelia

  • Bottigliette sonore: sono due bottigliette chiuse molto bene. In una ho messo qualche sassolino e nell’altra dei fagioli secchi. Se vengono messe a disposizione bisogna assicurarsi che il tappo sia ben incollato o chiuso con dello scotch.

  • Sonaglio creato dal fratello, che ha notato che il tappo di un biberon, che ormai non usiamo più, si adatta con precisione al coperchio di un barattolo di miele. Ci ha messo dentro dei fagioli, ed ecco pronto un nuovo strumento musicale.

  • Due sonagli, uno di stoffa e uno di plastica.

  • Il flauto

Reparto foto e varie

Qui ho inserito:

– Cestino con foto

Per preparare questo cestino ho costretto i miei parenti a mandarmi dei selfie, ne ho fatto fare delle stampe 14,5 x 14,5 cm e fatto plastificare con la soft touch in questa copisteria.

Ogni tanto mostro le foto ad Amelia e pronuncio il nome corrispondente. Lei ancora a volte le assaggia, ma inizia a guardarle interessata mentre mi ascolta.

– La logistecca

Era un gioco di Marcello di quando aveva circa due anni. È una sorta di puzzle fatto di dischi impilabili con il controllo dell’errore in quanto il disco sbagliato non si infila. Per ora Amelia lo prende e esamina i dischetti.

– Il gioco del martello

È il classico gioco dove si martellano dei pioli colorati. Al momento non le interessa e l’ho lasciato dietro.

Reparto palline e varie

Qui abbiamo

  • Un altro gioco del martello ma con le palline. Queste ultime piacciono molto ad Amelia. Le prende, le sfuggono, le insegue.

  • Puzzle in legno con orsetto da vestire, ricevuto in regalo da una zia. Ogni giorno svuota la scatolina e si porta in giro qualche pezzo. Oppure rimetto a posto i pezzetti con lei vicina per farle vedere come si fa e lei li tira di nuovo fuori.

  • Un domino di legno di Marcello, meno interessante del puzzle, ma se non trova di meglio Amelia svuota anche la sua scatola.

Reparto libri

In questo scaffale ho messo alcuni libri a disposizione. Ad Amelia piace quando le leggo e qualsiasi libro le va bene, ma ultimamente ho notato una preferenza verso alcuni libri

Questi librotti la attraggono perché sono di dimensioni molto piccole e facili da maneggiare. Il cofanetto contiene sei minilibri cartonati.

  • Il libro tattile Gli animali preistorici

Le interessa toccare con il ditino le pagine che hanno vari elementi tattili

È molto carino e nell’ultima pagina può specchiarsi.

Altri passatempi

Lo scaffale della frutta è il preferito di Amelia, con mandarini, arance e qualche limone profumato. Se mi serve della frutta cerco direttamente sotto al divano che sta lì vicino e qualcosa trovo sempre.

Anche camminare trascinati dalla conca è divertente

Amelia da un po’ ha la smania di strappare.

Come passatempo le metto a disposizione della carta da strappare.

In alternativa le tengo fermo un giochino di stoffa che avevo comprato per Marcello quando era piccolino, dove si attaccano delle figure con il velcro.

Lei non sa attaccarle, ma ha un’espressione molto soddisfatta quando le stacca con tutta la forza.

A modo suo mi aiuta con il bucato

Ultimamente trascura la tavola multiattività costruita con tanto amore dal papà.

Poi le piacciono le passeggiate, stare vicina al fratello o in braccio al papà e fare tanto movimento. Osserva tutto e studia il mondo. Sta crescendo molto in fretta!

A presto!


La capacità di stima: un gioco per allenarla

Questo semplice gioco da fare con i bambini è di sicuro successo, perché mette in campo varie capacità, tra cui la destrezza e la capacità di stima.

La capacità di stima permette di prevedere la posizione di un oggetto in base alla velocità e alla distanza ed è considerata un’importante abilità cognitiva.

Grazie alla capacità di stima siamo in grado di fare un sorpasso con l’auto, di prendere la palla che ci viene lanciata, di muoverci in mezzo alla folla senza scontrarci.

Come tutte le abilità cognitive la capacità di stima può essere allenata.

Come si svolge il gioco?

È semplicissimo. Il gioco è nato spontaneamente mentre Amelia era concentrata a sostenere prove di equilibrio per imparare a tenersi senza appoggio e Marcello stava correndo per fatti suoi intorno al tavolo da pranzo.

Mi sono posizionata tra tavolo e cucina e ho iniziato a piegarmi e rialzarmi con le mani unite sopra la testa, in moto costante. Il movimento ricordava un po’ il drinking bird di Homer Simpson!

 

 

Marcello ha capito subito: se fosse passato senza valutare correttamente quando mi sarei abbassata, si sarebbe preso una “botta” in testa. Leggera certo, ma vuoi mettere riuscire a passare senza essere neanche sfiorati?

Questo gioco è piaciuto moltissimo a Marcello, che non smetteva più di passare e ripassare, mentre Amelia allungava il collo interessata per osservarci da lontano.

 

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La sopraffusione e l’esperimento del ghiaccio che si forma in un secondo.

L’acqua sopraffusa (supercooler water) è il fenomeno per cui l’acqua rimane liquida sotto la temperatura di 0ºC.

Avrei voluto conoscere questo fenomeno nel periodo Frozen di Marcello, qualche anno fa, perché ci ha fornito l’occasione di fare un esperimento con il ghiaccio facilissimo da preparare.

L’esperimento

Abbiamo posizionato una bottiglietta d’acqua di rubinetto in orizzontale nel congelatore. Non credo che la posizione incidi sul risultato, semplicemente la bottiglia non entrava in verticale nel mio freezer! In questo caso abbiamo riempito la bottiglia per metà. Negli esperimenti successivi abbiamo riempito quasi per intero la bottiglia (lasciando un po’ di margine perché il ghiaccio aumenta il volume dell’acqua) e il risultato è stato più visibile.

Abbiamo aspettato circa 3 ore.

❄️fase delicata❄️

Abbiamo estratto dal frigo la bottiglietta molto lentamente e cercando di evitare movimenti bruschi.

Abbiamo osservato che l’acqua era ancora allo stato liquido.

 

Eppure sotto la temperatura di 0 ºC l’acqua dovrebbe passare dallo stato liquido allo stato solido.

Questo è vero, ma in natura si osserva che se l’acqua è pura e in uno stato di quiete, le molecole non riescono a organizzarsi per formare un cristallo. È un fenomeno che si può verificare con temperature fino ad un massimo di -40 ºC , dopodiché l’acqua necessariamente gela.

A questo punto Marcello ha scosso la bottiglia interrompendo lo stato di quiete dell’acqua.

In un secondo si è formato del ghiaccio!

L’esperimento è riuscito, il ghiaccio si è formato in un secondo, ma non essendo pienamente soddisfatta ho ripetuto l’esperimento. Non l’ho documentato con foto, ma guardando questo video trovato in rete, il risultato che alla fine ho ottenuto risulta più chiaro.

Alla sopraffusione è legato un fenomeno atmosferico chiamato gelicidio.

Questo fenomeno si verifica quando dalle nuvole scende acqua sopraffusa, quindi con temperatura inferiore a 0ºC, ma liquida.

Quando l’acqua tocca il suolo, anch’esso freddo, si cristallizza all’istante formando una lastra liscia, aderente e scivolosa.

 

Quando si forma questa lastra, chiamata non a caso ghiaccio vetrone, bisogna stare molto attenti ad evitare incidenti.

Una curiosità

Il gelicidio può creare problemi agli aerei in volo. Nella meteorologia aeronautica l’icing  in volo nelle nubi (contaminazione da ghiaccio) è considerato un fenomeno pericoloso tra 0ºC e -10ºC, poiché la formazione di ghiaccio vetrone sull’aereo può provocare varie difficoltà, tra cui problemi di visibilità, comunicazioni e potenza dei motori.

Spero che questo esperimento vi sia piaciuto. Alla prossima avventura!

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La settimana del Black Friday 2018 è ancora in corso fino a domenica 25  novembre. Approfittane!

Esperimento di botanica: la pigna che si chiude, la pigna che si apre.

Mentre passeggiavo per la campagna con Amelia ho visto delle pigne cadute dall’albero e mi è tornato alla mente un ricordo. Un giorno parlando con una mia conoscente venne fuori che lei da piccola si divertiva a far chiudere le pigne.

Marcello ama gli esperimenti e ho colto l’occasione per prepararne uno insieme: far chiudere una pigna!

Questa era la nostra pigna prima dell’esperimento

Abbiamo immerso la pigna aperta in una ciotola d’acqua e abbiamo aspettato qualche ora.

Funzionerà l’esperimento?

Sì!!!

Abbiamo scoperto che le pigne si chiudono in condizioni di umidità.

Cosa succede invece se la temperatura è secca?

Facciamo l’esperimento opposto.

Questa pigna era chiusa quando l’ho raccolta

L’ho lasciata sul tavolo della cucina per una notte.

Il giorno dopo era così:

Qual é il meccanismo di apertura e chiusura delle pigne?

Le cellule delle pigne cadute dall’albero sono morte. Per questo si è concluso che l’azione che fa chiudere le pigne in condizioni di umidità è meccanica. Le scaglie esterne dirigono l’acqua fino alla parte interna della pigna, la cui risposta fa chiudere la pigna prima che si inzuppi. Questo meccanismo assicura che i semi vengano preservati finché non si verifichino le condizioni migliori per disperdersi, cioè in condizioni di secchezza, quando la pigna si apre.

Trovo molto bello questo filmato time lapse che mostra in dettaglio la pigna che si chiude.

A Marcello è piaciuto molto questo esperimento.

A presto!

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La settimana del Black Friday 2018 inizia lunedì 19 novembre. Approfittane!

Il nostro Agamograph delle 4 stagioni – Tutorial e PDF

L’ Agamograph è un disegno tridimensionale che assume un aspetto diverso a seconda di dove lo si guardi.

Questa tecnica prende il nome dall’artista israeliano Yaacov Agam, uno dei maggiori esponenti dell’arte cinetica e dell’ Op art (Optical art), un movimento di arte astratta nato negli anni ’60.

Un Agamograph si rivela utile quando si vuole rendere l’immagine del cambiamento.

Nella figura sotto mostro un esempio del passaggio dall’autunno all’inverno.

Da un lato vediamo l’autunno:

Spostandoci dall’altro lato vediamo l’inverno:

Come si realizza un Agamograph

Noi abbiamo realizzato le quattro stagioni.

Ho messo a disposizione qui il PDF.

Fronte:

Retro:

Se preferite le quattro stagioni in un solo Agamograph, fate una stampa fronte/retro delle due immagini del PDF.

Ora possiamo realizzarlo

Basta piegate il foglio a fisarmonica seguendo le linee verticali.

Già fatto!

Da un lato vediamo l’estate:

Dall’altro vediamo la primavera:

Girando il foglio avremo l’autunno e l’inverno, che abbiamo già visto sopra.

Come costruire un Agamograph da zero

Se volete costruire un Agamograph interamente fatto da voi, vi occorreranno due fogli A4.

– Piegate in due un foglio A4 dal lato corto. Disegnate due immagini, uno a sinistra e una a destra del foglio.

– Tagliate a metà il foglio A4 con le vostre immagini, così che risulteranno due disegni separati.

– Piegate a metà ogni foglio per due volte. Si formano così quattro strisce uguali per ogni foglio.

– Tagliatele lungo la linea delle pieghe. Avrete 8 striscioline in tutto.

– Nel retro numerate ogni striscia da 1 a 4 in tutti e due i disegni.

– Prendete un foglio A4 e piegatelo in 8 parti uguali, tipo fisarmonica, prima a metà, poi a metà della metà, ecc…

– Ora si tratta di incollare con la colla stick le strisce dei due disegni in maniera alternata nel foglio.

– Piegate a fisarmonica e osservate il risultato.

Avete creato il vostro Agamograph.

Provate ad osservare la vostra opera da destra e poi da sinistra e vedrete che le immagini cambiano aspetto.

Ho trovato Questo Agamograph in rete  molto suggestivo.

Spero che il tutorial vi sia piaciuto.

Buon divertimento con l’arte!

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Minecraft tutorial: la spada, l’ascia e il piccone fai da te.

Marcello, come molto bambini della sua età, adora Minecraft, un gioco che ha conosciuto tramite Youtube.

Dopo un giro esplorativo in rete, ho scoperto che è possibile creare degli articoli di Minecraft con una spesa minima.

Con l’aiuto di mio marito abbiamo creato la spada, il piccone e l’ascia!

Ecco il tutorial

Occorrente

  • Pannello di polistirolo (lo trovate nei negozi fai da te)

  • Modello di spada, ascia e piccone. Qui potete scaricare il PDF

  • Taglierino e colla stick.

  • Molta pazienza 😳

Per prima cosa bisogna stampare e ritagliare le immagini, 2 per ogni utensile.

Grazie alle tipiche seghettature di Minecraft, questa operazione risulterà mooolto lunga!

 

Poi si incolla un’immagine sul polistirolo con la colla stick e se ne ritaglia la sagoma. La colla a tubetto è preferibile alla colla vinilica perché non fa imbarcare la carta.

Intraprendere questa operazione richiede molto coraggio per lo stesso motivo di cui sopra!

Si incolla la stessa immagine anche nel lato opposto.

Ecco il risultato

Magnifico! Dopo tanta fatica abbiamo un bambino felice.

Non si può comunque dire che siano giocattoli resistenti, anche se svolgono bene il loro ruolo.

Se dovessero spezzarsi in qualche punto potete aggiustarli nel modo seguente.

Purtroppo non ho le foto delle riparazioni.

Vi serviranno due stuzzicadenti e del nastro adesivo.

Infilate uno stuzzicadenti fino alla sua metà dal lato spezzato e ripetete la stessa operazione dall’altro lato. Incastrate le due parti e rinforzate la sezione in cui si uniscono con del nastro adesivo.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto. Ci vediamo al prossimo progetto!

 

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Qui sotto trovate degli articoli interessanti di Minecraft

   

Dispenser per nastro adesivo realizzato con i Lego – Tutorial

L’esigenza di un dispenser per il nastro adesivo è sorta durante uno dei momenti creativi di Marcello.

Mentre lavorava ad un suo progetto l’ho sentito lamentarsi che non trovava mai l’inizio dello scotch.

Come prima soluzione abbiamo provato ad inserire uno stuzzicadenti alla base del rotolo, così che non dovesse ogni volta sollevare il nastro.

Però alla fine tra tirare il nastro, spostare lo stuzzicadenti e tagliare con le forbici, lo scotch si stropicciava tutto.

Decisamente avevamo bisogno di un dispenser per nastro adesivo, ma in casa non ne avevamo!

Ecco come l’abbiamo costruito con i mattoncini Lego e compatibili.

A proposito dei compatibili, abbiamo trovato una marca che non ha nulla da invidiare alla qualità dei Lego originali. Si tratta dei mattoncini della Tumama. Il kit contiene pezzi particolari a prezzi molto più contenuti e con colori diversi. La trovate qui.

Un’altra marca che abbiamo provato, di buona qualità è la Strictly Briks. Noi abbiamo preso diverse basi a prezzi bassi. Questi mattoncini, perfettamente compatibili con i Lego, danno anche la possibilità di costruire in ogni direzione, anche a testa in giù, come riferisce la descrizione. Li trovate qui.

Per costruire il nostro dispenser occorrono pezzi simili a quelli della foto sotto.

Si costruisce una struttura come quella nella foto sotto. Deve essere abbastanza larga da contenere il nastro adesivo e abbastanza alta da farlo rimanere sospeso.

Si infila il bastoncino nero in un foro centrale, si fa passare nello scotch e si fa uscire dal foro opposto.

Infine si ferma il bastoncino con i due bulloni.

E voilà, il nostro dispenser è pronto!

Spero che vi sia piaciuto. Ci vediamo alla prossima!

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Come intagliare la zucca di Halloween – Tutorial

Sono ormai tre anni che festeggiamo la notte di Halloween preparando la famosa zucca.

La zucca di Halloween, Alias Jack-O’-Lantern, è abbastanza semplice da creare. Ecco il tutorial fotografico.

🎃 Tracciare con un pennarello una linea frastagliata nella parte alta della zucca.

🎃 Procurarsi un minaccioso coltello a punta

🎃 Intagliare la zucca e aprire la calotta, che non andrà buttata.

🎃 Ripulire la zucca dai semi e dai filamenti arancioni.

Eliminate i filamenti, ma non buttate i semi.
Lavati, scolati e fatti asciugare avvolti in una pezza, sono buoni da mangiare!

🎃 A questo punto bisogna aspettare un giorno che la zucca si asciughi.

Se non si fa in tempo per la notte di Halloween si può far essiccare in forno a bassa temperatura. Ma l’esperto (mio marito) assicura che il risultato è molto più bello se asciugata all’aria.

🎃 Disegnare con il pennarello occhi, naso e bocca della zucca

🎃 Iniziare ad intagliare!

🎃 Inserire all’interno una candelina scalda vivande.

La zucca è pronta! 🎃🎃🎃🎃

Buon Halloween!

 

Due giochi facili facili da far preparare al figlio grande mentre si addormenta la figlia piccola

Sempre che la piccola abbia il sonno profondo!

Queste due attività sono di una semplicità assoluta, eppure sono state utili per trascorrere dei momenti divertenti.

Possono essere allestite direttamente dal bambino e risultano quindi pratiche quando si deve badare ad un altro figlio più piccolo.

-Prima attività –

Basta ritagliare dei fogli colorati. Volendo si può dare una forma definita, ma non è necessaria perché si gioca con la fantasia. Ecco perché questa attività può essere direttamente preparata dal figlio grande, se sa già usare le forbici e il nastro adesivo.

Ogni pezzetto di carta è un elemento di un racconto. Es. il foglietto giallo è il sole, il grigio rappresenta le nuvole, il blu è il mare. Si attacca tutto con del nastro adesivo al muro dietro il letto, se vogliamo che venga raggiunto con dei salti, oppure dove c’è spazio.

Procedimento

– Ci si siede nella sedia più comoda con il cuscino di allattamento intorno alla vita e la piccola sopra.

– Si inizia a raccontare

“È mattina, c’è bel tempo” e il bimbo salta per toccare il giallo/sole.

“Andiamo in campeggio” e il bimbo tocca il rosa/auto

“Bisogna montare la tenda” e si preme il rosso/tenda

Poi piove e fa freddo (pigiare il grigio/nuvole e l’arancione/falò) e si torna a casa.

Si possono inventare tante avventure accendendo, come in un videogame, gli elementi della storia.

E mentre il fratellone si diverte, la piccola si addormenta.

Si spera!

 

– Seconda attività –

Anche questa è facilissima da preparare.

Occorrono due palloncini e del nastro carta.

Si fissa ad un muro un palloncino con il nastro carta.

Gli si lancia addosso l’altro palloncino per staccarlo dal muro. Finito.

Semplice, no? Ma divertente.

Si può rendere più divertente usando tanti palloncini, soprattutto i rimasugli delle feste che giacciono mezzi sgonfi sotto a un mobile, ma che non possono assolutamente essere buttati, senza incorrere nell’ira funesta del legittimo proprietario (ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale).

Fondamentale è tenere a portata di bimbo uno sgabello e del nastro carta, così ci penserà lui a riattaccare il palloncino al muro, lasciandoti il tempo di cullare la piccola di casa.

E voi come fate a conciliare i tempi di gioco e di nanna dei vostri cuccioli? Fatemelo sapere nei commenti!

Alla prossima!